Ancora una volta giungono buone notizie da Varese.
Tornano i Midwest, che già nel 2002 avevano
regalato un egregio disco d’esordio, “Town
and country”. In quelle undici tracce,
il gruppo ripercorreva la scia di formazioni come
i Califone in una lettura aspra e moderna della
musica tradizionale. A tre anni di distanza “Whatever
you bring we sing” riparte dai momenti più
solari di quel disco, ripercorrendo con spirito
nuovo le radici della musica americana, rock e
soprattutto country, folk e blues. Perché
qualcosa è mutato nella musica dei Midwest
e lo si avverte subito. L’asprezza del passato
affiora di rado, solo in “J. Rides a donkey”,
un blues dissonante che sa di Califone e Tom
Waits, tra un clarinetto spettrale, banjo
e trombone. L’unico episodio che guarda
ai Califone, perché altrove “Whatever
you bring we sing” è fatto di altre
sensazioni, di altri suoni.
I richiami questa volta sono alle trame meno
scure degli Sparklehorse e agli ultimi Silver
Jews, al mai dimenticato Gram Parson, forse persino
alle pagine più intime di Badly
Drawn Boy. “Whatever you bring we sing”
inizia dalle note fragili di “Release the
catch”, solo l’incanto di una melodia
cristallina appoggiata su chitarra, violino e
violoncello, uno dei brani più toccanti
ascoltati ultimamente. Si passa alle note rilassate
di “We’re with the madcap”,
in cui un violino country e l’atmosfera
vivace rimandano ai “Basement Tapes”
di Bob Dylan.
La quiete di ballate limpide come “Magpie
on a wire” e il caracollare spensierato
di “When the motor dies” riportano
indietro fino alla grazia di certe ballate firmate
da Gram Parson, fatte della stessa malinconia
di “A song for you” per fare un esempio.
E non solo questo. La musica dei Midwest sembra
illuminarsi di colori e di armonie che inseguono
Beatles e
Beach Boys, nella banda che accende “Odd
fair” in una festa di suoni e melodie. Il
merito maggiore dei Midwest di “Whatever
you bring we sing” è aver affinato
la scrittura delle canzoni, che sono poi il cuore
di ogni disco. Ne escono brani talvolta strambi
e irresistibili, talvolta delicati e incantevoli.
Il sigillo al disco è “Warmed by
the coming season”, l’ennesima ballata
vincente composta dal gruppo di Varese.
Se “Town and country” era stato un
esordio convincente, “Whatever you bring
we sing” è persino qualcosa di più.
Un passo in avanti importante.
collegamenti su MusiKàl!
Midwest
- Town
and country
Califone - Heron
King Blues
Califone - Quicksand/Rattlesnakes
Badly Drawn Boy - la Kalporzgrafia
Sparklehorse - It's
a Wonderful Life
Silver Jews - Brigth
Flight
Bob Dylan - la Kalporzgrafia
Beach Boys - Pet
Sounds