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THE WATERBOYS
Concerto al Palasport (Chiari - BS) (20 marzo 2004)
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Mike Scott rientra in quella categoria di musicisti geniali che ha raggiunto da tempo l'apice artistico per poi ridiscendere la china con lavori non particolarmente memorabili. E' perciò normale che un suo concerto sia incentrato soprattutto sul vecchio materiale, quello degli "anni d'oro", anche se questo tour acustico con l'ottimo pianista Richard Naiff e lo "storico" violinista Steve Wickham dovrebbe essere di promozione per il nuovo album "Universal Hall", non ancora uscito.

In effetti, il concerto si apre proprio con tre pezzi del nuovo lavoro, quasi un riscaldamento per poi scivolare inesorabilmente verso il repertorio storico, ideale per mandare in visibilio un sorprendentemente folto pubblico di "aficionados" trenta/quarantenni. Mike Scott applica alla chitarra acustica lo stile percussivo che ha sempre applicato al pianoforte, strumento lasciato al ben più tecnico e non meno folle Richard Naiff. Insieme formano una sezione ritmica che non fa rimpiangere basso e batteria in pezzi tirati come "A Life of Sundays" o la parte finale del capolavoro "The Pan Within", canzone che da sola vale il biglietto del concerto e l'entrata dei Waterboys nel gotha del rock.

E' però Steve Wickham, che non passava dall'Italia da oltre 15 anni, a prendersi gli applausi più calorosi durante gli assoli struggenti di "The Girl in the Swing" o della già citata "Life of Sundays", o nelle piccole gighe incastonate nei pezzi più folk come "A Man is in Love", "Sweet Thing" o "When Ye Go Away". Steve non saltella più come un invasato per il palco come ai tempi di "Fisherman's Blues", ma non ha perso una virgola del suo talento interpretativo. Si concede dieci minuti di riposo a metà del set, quando Mike Scott reinterpreta teatralmente "Don't Bang the Drum" accompagnato solo dal piano di Richard, e regala al pubblico in visibilio, fuori scaletta, "The Whole of the Moon", l'unica vera "hit single" della band.

La band è di buon umore, Mike Scott rispolvera l'antico numero di cominciare un pezzo ed interromperlo subito con scuse del tipo "il pianista non la sa", discutono sul palco le accordature e i pezzi da eseguire, e soprattutto producono un muro sonoro invidiabile vista la scarna strumentazione, sul quale la voce di Mike Scott, pur non concedendosi più gridolini ed acuti in falsetto, dimostra di non aver perso la sua vena interpretativa, anzi, nobilita il suo repertorio con una profondità ed un calore figli, evidentemente, dell'esperienza.

Un'ora e mezza di set premiato dall'ottima acustica del Palazzetto dello Sport, che applaude insaziabile anche dopo i due bis, la ovvia "Fisherman's Blues" e la più dolce e sorprendente "Saints and Angels". Ai Waterboys perdoniamo tutto, anche i momenti di eccessiva auto-indulgenza, anche il conto dei pezzi non suonati, conto che sempre si fa al termine di certe serate. La soluzione dell'"unplugged", spesso gratuita e raffazzonata da parte di molti gruppi, risulta invece congegnale ad un trio del genere, che forse non potrà più far saltare il proprio pubblico sui ritmi scatenati di "Be my Enemy" o "Medicine Bow", ma ha sufficente classe per far passare più di un brivido per la schiena di chi ha il buon senso di andarli ad ascoltare.


SETLIST

Universal Hall
The Christ in You
Bring 'em all in
Every Breath is Yours
A Life of Sundays
A Man is in Love
Wonderful Disguise
Sweet Thing
Don't Bang the Drum
The Whole of the Moon
When Ye Go Away
The Girl in the Swing
E.B.O.L.
The Pan Within
-----
Fisherman's Blues
Saints and Angels


collegamenti su MusiKàl!
Waterboys - Concerto al Corallo (RE)
Waterboys
- Too Close To Heaven
Waterboys - A Rock In The Weary Land
Waterboys - Fisherman's Blues




21 marzo 2004




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