Sapere che gli Idlewild tornano con un nuovo
disco fa sempre piacere. Sì perché
all’interno di quell’usurato panorama
musicale che è il pop chitarristico UK,
gli scozzesi hanno sempre rappresentato un caso
più unico che raro. Assieme ai Teenage
Fanclub sono stati i migliori esponenti di una
certa linea di pensiero underground fatta
di melodie cristalline e chitarre scintillanti
e distorte che ha portato la loro musica ad un
insperato successo di critica e – in parte
– di pubblico.
Ovvio, siamo lontani dall’irruenza post-grunge
degli esordi, ma già il terzo e penultimo
“The remote part” aveva definito una
nuova linea guida che include canzoni pop perfette
– ricordiamo "You held the world in
your arms" e "American English"
– e sferzate elettriche – "A
modern way of letting go" – molto più
definite e calibrate rispetto al passato remoto
di Roddy Woomble e soci. In “Warning Promises”
troviamo quindi un pop sì lineare ma di
una scrittura mediamente superiore, raffinata
senza essere leziosa, diretta ma non per questo
sconclusionata. Perché alla fine sì,
si tratta di semplicissime canzoni pop, ma in
un’epoca storica in cui tutti cercano la
cassa in levare e la sterilità artistica
sembra campeggiare sulle pagine mainstream, gli
Idlewild tirano fuori canzoni come "Love
steals us from loneliness", "The space
between all things" e "I want a worning".
E sì, probabilmente questo pop chitarristico
che mescola Byrds e Nirvana ci ha un po’
rotto i coglioni, però fino a quando ci
ricorderemo che scrivere canzoni da tre minuti
efficaci è un’arte, ci sarà
sempre spazio per gli Idlewild e per altri cento,
mille dischi come “Warning Promises”.
collegamenti su MusiKàl!
Teenage Fanclub - Man-Made
The Byrds - Younger
Than Yesterday
Nirvana - Nirvana
Nirvana - Nevermind