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PEARL JAM
Vitalogy (Epic, 1994)
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di Raffaele Meale scrivi un'email

Finalmente al di fuori del preconcetto grunge che li aveva accompagnati all'inizio della carriera - "Ten" e "Vs." - i Pearl Jam offrono quella che, a tutt'oggi, è una delle loro prove migliori. 14 canzoni che alternano momenti di durezza e di velocità a dolci e malinconiche ballate.

Lo stile Pearl Jam è ormai consolidato e lo dimostra già "Last Exit", ultima uscita verso qualcosa di nuovo? No, ultima uscita verso la memoria. Si, perché in fin dei conti "Vitalogy" è l'album delle dediche e dei ricordi, della memoria e dell'immortalità. "Spin the Black Circle" è un trascinante ed estenuante omaggio al vinile (il cerchio nero), la seguente "Not For You" è una splendida ballata dedicata allo scomparso Kurt Cobain ("Restless Soul, Enjoy your Youth"), lui sìi incapace - per svariati motivi - di uscire dalla trappola dell'identificazione grunge. L'attacco di "Tremor Christ" con quelle chitarre pestate e distorte, è inconfondibile, così come lo svolgersi di tutta la canzone, avvolgente e ipnotico. Poi ecco arrivare "Nothingman", con la sua calma, la sua dolce malinconia, la voce di Eddie Vedder che raggiunge corde nascoste e, subito dopo, la disturbata "Whipping", seguita dall'ironica "Pry, to" dove privacy è la parola d'ordine. Splendidamente, quasi sottotono, ecco infiltrarsi "Corduroy", e a seguire uno dei divertimenti dell'album, la strana "Bugs", quasi un blues-folk parlato. "Satan's bed" inizia con lo schioccare di una frusta e continua con una chitarra molto anni '70, a dimostrare la variegata capacità di interpretare i generi dei Pearl Jam. E' poi la volta della seconda ballata malinconica dell'album, la splendida "Better Man", cui segue "Aye davanita", altro divertissement del gruppo, che decide poi di terminare la sua cavalcata musicale con "Immortality", altra stridente ballata, e con "Hey foxymophandlemama, that's me".

Oltre che nella musica la genialità dei Pearl Jam è riscontrabile nel libretto, sorta di dizionario medico, con annesse richieste assurde contro l'aborto da presentare a Clinton, foto di mura romane con la scritta "Bush Boia", disegni di uomini e donne legati indissolubilmente da piercing. Insomma, un corollario del Pearl Jam pensiero, sorprendente, intrigante e seducente come la loro musica.

Recensioni collegate:
Pearl Jam - le recensioni di MusiKàl!



12 dicembre 2001


Track list:

1. Last Exit
2. Spin The Black Circle
3. Not For You
4. Tremor Christ
5. Nothingman
6. Whipping
7. Pry, To
8. Corduroy
9. Bugs
10. Satan's Bed
11. Better Man
12. Aye Davanita
13. Immortality
14. Hey Foxymophandlemama, That's Me



I commenti
 
jesusandmary
17 agosto 2002
io so solo una cosa, immortality è una delle canzoni più belle che io abbia mai ascoltato, fa viaggiare, ti fa pensare a quale sia il vero significato di questa vita che viviamo, in generale nel disco si respira malinconia, incertezza sull'esistenza, è spoglio, è crudo, è reale e se anche tu sei una persona VERA, che ha avuto voglia di mollare tutto e fottere il mondo, bè se è questo che sei, vitalogy è il tuo disco.


Led Raven
31 luglio 2002
due pezzi quasi punk per aprire il disco e poi via con la
sperimentazione più totale. Io gli darei un bel 9


Dave
12 giugno 2002
Il miglior album dei Pearl Jam . punto

BeHereNow
28 febbraio 2002
Gran bel cd!difficile da interpretare al primo ascolto ma i fan di vedder non rimarranno affatto delusi!ancora una volta un gran bel colpo per vedder & soci


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