Sono
da poco passate le nove di sera quando le luci si spengono e
sul placo del Teatro Smeraldo, gremito in ogni ordine di posto,
sale Vinicio Capossela. Si accomoda al piano e, accompagnato
anche da un quartetto d'archi, attacca la splendida "Bardamù",
allo stesso modo in cui inizia anche il suo ultimo disco, "Canzoni
a Manovella".
La prima parte del concerto sarà segnata proprio dai
pezzi di questo lavoro, a volte sghembi e stralunati, "Marcia
del Camposanto" e "Canzoni a Manovella", a volte nostalgici,
"I Pianofoti di Lubecca", "Come Una Rosa" e la contagiosa "Suona
Rosamunda".
Vinicio parla, racconta piccole storie buffe, si traveste, usa
un megafono e poi canta, suona il piano e gioca col pubblico,
a dimostrazione che un suo concerto non è mai la semplice
riproposizione delle sue canzoni.
La seconda parte del concerto inizia con l'ammaliante "Morna",
da "Il Ballo di San Vito" e prosegue sugli stessi ritmi malinconici.
Vengono rispolverate le mai dimenticate "Scivola Vai Via" e
"Stanco e Perduto",
dal disco d'esordio, e poi Vinicio imbraccia la chitarra per riscaldarci
con le atmosfere latine della struggente "Solo Mia".
Il pubblico lo acclama. E quando Capossela saluta, lo reclama
a gran voce. Arrivano allora le nostalgiche "Modì" e
"Una Giornata Senza Prestese" e il ritmo serrato di "Zampanò".
Vinicio saluta ancora, ma al pubblico non basta. Richiamato
di nuovo sul palco, riprende la chitarra per quella delizia
che è la ballata "Camminante", da "Camera a Sud", e si
congeda definitivamente con "Resto Qua", la canzone che chiude
"Canzoni A Manovella".
Un concerto intenso e vibrante per un successo ampiamente meritato.
5
aprile 2001
I
commenti
19 luglio 2003
31/12/2002 otranto
Vinicio
è il più grande artista vivente
che l'Italia possa vantare......io lo conosco
bene.......vorrei solo che si sforzasse di
essere un uomo migliore.........perchè
non ha voglia di esserlo..........ma è
in grado di farlo.......io lo adoro..........
GRAZIE VINICIO!
LA tua ANNA