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VERDENA
Concerto al Rolling Stone (Milano) (12 marzo 2007)
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di Gabriele Maruti scrivi un'email

Motorpshyco - Live a Bologna (Festa de l'Unità)

A tre anni di distanza dall’ultimo “Il Suicidio Del Samurai”, ulteriore gradino verso il raggiungimento di un’apparente maturità, i Verdena tornano quest’anno con “Requiem”. Per l’occasione ci si trova tutti al Rolling Stone di Milano per gustarsi un’anteprima esclusiva. C’è chi ne deve scrivere e chi ne deve parlare. E anche chi ha vinto un concorso oppure ha le conoscenze giuste. C’è anche chi può semplicemente permettersi di esserci e non perderà l’occasione per stare in seconda fila a parlare tutto il tempo dei beneamati affari suoi. Li chiamano “presenzialisti”, perché l’importante è esserci e bersi la birretta nel loco esclusivo; della musica poco importa.

Ecco... tu, triste trentacinquenne dall’aspetto simile a Claudio Cecchetto, che hai passato tutto il tempo a parlare anche se eri sotto il palco investito da feedback che avrebbero dovuto strapparti dal cranio quegli schifosi ricci con i quali tentavi di abbordare una collega in tailleur che intanto ballava come fosse in una discoteca fighetta da post-cena-fra-stagiste-di-prada... se stai leggendo queste parole sappi che ti sei perso un sacco di cose. E spero che ti venga la dissenteria mentre stai sciando.

Quello che il mio odiato disturbatore non ha seguito è stato, per la cronaca, la presentazione quasi integrale del materiale dal nuovo “Requiem”. Ovvero una serie infinita di bordate sempre più lontane dagli inizi simil-grunge un po’ pallidi – in scaletta un solo brano, “Ultra-noia”, tratto dall’esordio – e sempre più dentro un suono “alternative” dal sapore internazionale. Tant’è che sembra quasi un miracolo vedere una band italiana con un certo seguito proporre pezzi come “Isacco Nucleare”: talmente vicina a quel deserto da psichedelia acida e così lontana dalle consuetudini del bel paese, da aprire uno spiraglio verso un’attitudine rock finalmente credibile.

Se quello che andiamo cercando nella vita fosse sempre intrattenimento da stadio o gigionerie ammiccanti, dovremmo abbandonare i Verdena dopo tre secondi. Loro salgono, salutano (se va bene) e iniziano a macinare rumore. Zero simpatia se non a modo loro – massimo rispetto per chi introduce le canzoni con “Questa è la prossima” – ma comunque un sacco di motivi per rimanere ad ascoltare. Prima di tutto l’incredibile partenza con “Sotto Prescrizione Del Dott. Huxley”, lungo pezzo che alterna echi che sanno di psichedelico a quei riff stoner che sembrano diventati il pane più saporito per i loro denti. I riferimenti infatti sono tutti lì: Kyuss, Queens Of The Stone Age, e gli immancabili Motorpsycho. Dall’hard rock di “Muori Delay” (con corda che si rompe dopo neanche metà pezzo) allo stoner di “Non Prendere L’Acme, Eugenio” (uno dei loro pezzi migliori), passando per l’ennesimo trip con “Il Gulliver”, la scaletta sembra non dare tregua. Se non fosse per la brevissima parentesi acustica di “Trovami Un Modo Semplice Per Uscirne”, sembrerebbe di trovarsi nel bel mezzo di una tempesta. Sensazione confermata dalla folle chiusura di “Was”: sorta di delirio veemente, direi anche insensato, che fra urla gutturali e ritmi indiavolati ci prende a pugni sul muso e ci rimanda di botto a casa.

Fra un basso distorto e una serie infinita di delay, la nostra attenzione, lo ammettiamo, si è concentrata più che altro sull’incredibile drumming di Luca Ferrari: uno di quei musicisti che invidi e ammiri e dal quale non smetteresti mai di farti prendere a mazzate violente. Per questo, una volta finita la canonica oretta e mezza, sentivo di non averne abbastanza. Volevo ancora rumore. Poi mi sono accorto che le mie orecchie stavano fischiando paurosamente (e così hanno fatto fino al giorno successivo), e a quel punto ho capito che ne è valsa davvero la pena.

collegamenti su MusiKàl!
Verdena - Il suicidio del samurai
Queens Of The Stone Age
- Lullabies to Paralyze
Queens Of The Stone Age - Songs For The Deaf
Queens Of The Stone Age - Rated-R
Motorpsycho - le recensioni

 



16 marzo 2007




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