Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

VAN DER GRAAF GENERATOR
Concerto in Piazza Mazzini (Guastalla - RE) (29 luglio 2009)
segnala questa recensione 
di Federico Olmi scrivi un'email

foto di Caterina Melucci

Offrono uno spettacolo terribile i Van Der Graaf Generator: romanticamente terribile come certi paesaggi dipinti da Friedrich o quello di Ventimiglia, spaventoso e magnifico insieme, contemplato dal foscoliano Jacopo Ortis. Sprigionano una energia primigenia, domata e trattenuta a fatica, pronta ad esplodere e dilagare come magma incandescente.

Un magma sonoro dai cupi bagliori che ha incendiato la storica Piazza Mazzini, cuore della Guastalla gonzaghesca, con il duca Ferrante che sul suo piedistallo volgeva le spalle sdegnoso a questa impervia musica d’oltremanica. Onore al merito del Peter Hammill & Van Der Graaf Generator Study Group che, autotassandosi, ha letteralmente regalato questo splendido appuntamento ai cultori del grande prog: la prima delle uniche tre date italiane della band. In formazione a tre (David Jackson si è almeno momentaneamente sfilato) il Generatore ha macinato quasi due ore e mezzo di vecchi classici e pezzi degli ultimi anni, evidenziando un sontuoso ed insperato stato di forma.

Echeggia intatta la voce di Peter Hammill, con la sua teatralità lancinante, i suoi ruggiti e le sue aperture e pause liriche. Aperture che si fanno più sporadiche nella produzione della seconda ora, privilegiata dalla scaletta: più rabbiosa e materica, densa e pesante, impressionante per intensità e impatto sonoro ma anche più monotona e prevedibile. Il purista avrà lamentato l’assenza di almeno un paio di classici come “Refugees” e “Killer” (nei quali peraltro è fondamentale l’apporto rispettivamente di flauto e sax) e, in generale, di qualsiasi accenno ai primi tre album (in particolare “The Least We Can Do Is Wave To Each Other” e “H To He Who, Am The Only One”) ma si tratta di dettagli: grandi classici come “Lemmings” e “Man-Erg” c’erano, massimo ornamento di una serie comprendente “Scorched Earth”, la lunga falsa suite “Meurglys III”, “Sleepwalkers”, la grandiosa “Childlike Faith In Childhood End” (uno dei vertici vocali di Hammill, ispirata ad un racconto di Arthur C. Clark), l’intenso bis di “Still Life” e alcuni pezzi degli ultimi due album (“Present” del 2005 e “Trisector” del 2008), seguiti alla reunion del 2004.

Fra questi brilla, in apertura di concerto, “Interference Pattern”, costruita su un fitto dialogo dissonante fra l’organo e il piano elettrico, un’ennesima espressione musicale delle inquietudini dell’uomo contemporaneo. Si rimane lungamente attoniti per lo stile e l’abilità tecnica di Hugh Banton: uno dei pochissimi tastieristi rock – un altro era ed è Steve Winwood - a utilizzare già negli anni settanta, sin dall’abbandono del bassista Nick Potter, i pedali dell’organo (allora per lo più l’analogico Hammond) per produrre i bassi. Ma sono autentici bassi continui, lunghi, cupi e profondi come un abisso siderale: il risultato è un suono di straordinario spessore e intensità drammatica, come doppiato o sovrainciso, espressionista. Mai eccessivo, ridondante o funambolico, rigoroso e dèdito al suo strumento come un organista protestante, Banton non spreca una nota: suona solo ciò che serve, con spietata precisione, dovendo oltretutto supplire i fiati di Jackson.

Perso per strada Tony Banks – ma chi scrive è ancora fiducioso in un suo almeno parziale recupero, fuori misura, autoreferenziali e troppo compresi di sé i Wakeman e gli Emerson, oggi è probabilmente Banton la quintessenza del tastierista prog. Dal canto suo Guy Evans si conferma l’impeccabile passista che è sempre stato, il regolare, fedele e inesauribile motore poliritmico dalle larghe spalle, intelaiatura portante della “grand opéra” Van Der Graaf, lo sguardo costantemente fisso sul prim’attore Hammill, sole immobile di un piccolo ma sempre fascinoso sistema planetario: un sistema che è parte, a sua volta, di una galassia che molti, per presbiopia, vedono “lontana lontana” ma che in realtà è sempre rimasta a portata di orecchio. Come, ad una manciata di chilometri da Guastalla, il bel concerto di Steve Hackett del 24 luglio a Casalmaggiore.

collegamenti su MusiKàl!
News > Van Der Graaf Generator, Piazza Mazzini, Guastalla (RE), 29 luglio 2009. Le foto.
Van Der Graaf Generator - le recensioni

 



13 agosto 2009




I commenti
 
aggiungi il tuo commento!
torna su




»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further


»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala


Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter