Più che un contenitore di quattro brani
fra loro indipendenti, "Underwater"
costituisce un'opera unica suddivisa in quattro
quadri: tale infatti è la sensazione che
produce il concatenamento stretto delle prime
tre tracce, senza soluzione di continuità,
e la funzione quasi riepilogativa della title
track, suddivisa in cinque parti ben saldate.
Quello che il chitarrista James Sidlo (lo abbiamo
già incontrato come componente di Honey
Barbara) e il tastierista Johnny A. Rodriguez
ci propongono è un discorso ambizioso,
incentrato su elementi forti dell'immaginario
collettivo. Il sole e le sue macchie: in "Sunspots",
vasto affresco di apertura, pare di avvertire
i potenti campi elettromagnetici generati dalla
nostra stella. La luna e il suo influsso sulle
maree: "Brief Moon" si colloca fra "I
Frequency, Dream in Soundwaves", dove la
voce modula una ninnananna inarticolata che è
già essa stessa un sognare sospeso, 'liquido'
- quasi un russare! - e la conclusiva suite -
possiamo definirla così - che, immergendoci
nell'acqua, elemento primordiale, ci conduce nelle
inesplorate profondità marine.
È musica cosmica quella del duo statunitense;
un primo album di ambient concettuale, non descrittivo
ma filtrato e astratto: una visione attraverso
il velo del sogno.
Questa è la nostra interpretazione: considerato
anche il genere musicale in questione - interamente
strumentale - si tratterà solo di una delle
tante possibili, per giunta poco indovinata.
Il disco è acquistabile su www.dogfingers.com
e www.unclebuzz.com.
Recensioni collegate:
Honey Barbara - I10 &
W.Ave.