Durante gli anni novanta abbiamo incontrato un gruppo chiamato Afghan Whigs e ci siamo innamorati all'istante della loro musica, divisa tra la rabbia del post-punk e il calore del soul. E di canzoni di un'intensità particolare.
Tutto questo per introdurre il progetto parallelo che Greg
Dulli, cantante e anima di quel gruppo, ha creato. Soltanto
che qui non c'è praticamente traccia di quel suono
nervoso. Insomma il rock lo si trova di rado, per lasciare
spazio a suoni languidi e soffusi.
E qui sta la prima sorpresa. La seconda è il coinvolgimento nella produzione del disco degli inglesi Fila Brazillia, a loro agio più con l'elettronica che con le chitarre.
Così il disco sembra perdersi in toni troppo eterei
e in suoni sintetici per niente affascinanti. Tuttavia c'è
un'altra faccia del disco.
Innanzitutto le canzoni. Tranne qualche rara caduta di tono, "Love", i pezzi sono eccelenti. Ballate tenui, "That's just how the bird sing" e "Into The Street", impennate di energia, l'iniziale "The Twilight Kid" e l'incalzante "Annie Mae", e un'infinità di soul: spiccano "Last Temptation"e la stupenda chiusura di "Twilight".
E poi la voce di Greg Dulli è quanto di più seducente vi possa capitare di ascoltare.
Insomma uno strano disco, indebolito da una pessima produzione
ma capace di sfoderare brani stupendi.
Rischiavamo di odiarlo, forse finiremo per amarlo.
26
novembre 2000
Track
list:
1. The twilite kid
2. That's just how that bird sings
3. Clyde 4.king only
5. Love
6. Annie mae
7. Verti-marte
8. Last temptation
9. Railroad lullaby
10. East 17th
11. Into the street
12. Twilight
I
commenti
milesisdead 24 marzo 2001
Il
pathos e l'intensità della voce di Greg Dulli,
in era Afghan whigs, suppongo siano ormai un ricordo.
Volendo credere infatti alle parole di Greg pare che non
abbia più voglia di rimettere il piede sul distorsore
per regalarci i chiaroscuri di quelle gemme pop-rock-soul
che sono state: Retarded, You my flower, Gentlemen, Debonair,Milesidead,Conjure
me e tante altre.
Mi dispiace che the "King of rock'n'soul" abbia
ceduto il passo alle de presse ispirazioni della nuova
band, che pare sia alla fonte dei contrasti tra lui e
il bassista Jhon Curley che hanno ucciso i Whigs.
Tra l'altro non è facile assecondare un egocentrico
come Greg Dulli seguendolo in tutte le sue manie musicali
temporanee (vedi la sbandata di qualche anno fa che prese
per Prince che ha influenzato tutto il tour di Gentlemen).
Spero un giorno non tanto lontano mi possa risvegliare
da questo brutto sogno trovando la redenzione di Greg,
John e Rick e, perchè no, anche di Steve Earle,
il primo indimenticabile batterista dai tempi dispari.
Arrivederci Greg!