E' strano dover scrivere di un album del genere
e cercheremo di non buttarla nella retorica più
spicciola. Insomma, Nikki Sudden non c'è
più. Questo disco doveva già uscire
quindi va bene così. E' un testamento inconsapevole
ed è puro "Nikki Sudden" come
ce lo ricordavamo e ce lo vogliamo ricordare:
su un palcoscenico intento a suonare il più
indiavolato dei rock'n'roll in una miscela esplosiva
che mischiava Johnny Thunders, Keith Richards
e Bob Dylan.
Nikki era così, prendere o lasciare. E
noi prendevamo sempre. Ha pubblicato una miriade
di dischi, uno più inutile dell'altro -
la storia della musica l'ha cambiata da un altra
parte, con suo fratello, negli Swell Maps - ma
a suo modo bellissimo. Perché era uno dei
nostri, un vecchio amico che puoi incontrare la
sera al bar per raccontare vecchi aneddoti mentre
il juke-box suona un Gram Parsons d'annata o un
Rod Stewart di quelli buoni. Alla fine ci voleva
poco per essere irresistibili e quel maledetto
pirata sapeva come rendersi affascinante. Lo faceva
con quella sua voce che ne aveva viste troppe
e tutte dalla prospettiva sbagliata, con quei
suoi accordi pieni di Telecaster che rimandavano
ad un'epoca in cui tutti eravamo innocenti e tutti
volevamo soltanto divertirci con un po' di alcool
in corpo. "The Truth Doesn't Matter"
è così. Come tutti. A suo modo bellissimo.
Oggi come ieri, prendiamo sempre. Anche se credevamo
che certi pirati non potessero mai cadere quando
è bastato solo un ago a mandarlo alla deriva.
Ora se la starà ghignando con Johnny Thunders.
Baby I'm Born To Lose. Certa gente ce l'ha dentro
e non c'è niente da fare. Ci mancherai.
1. Seven Miles
2. Don't Break My Soul
3. The Ballad Of Johnny And Marianne
4. Talking To The Wrong Guy
5. Green Shield Stamps
6. Jet Star Groove
7. Empire Blues
8. Gin Palace ( Jordan's Dragoons)
9. Draggin' Me Down
10. Nothing Left
11. The Price Of Nails
12. Black Tar
13. Burgundy
14. Beyond Hope
15. All This Buttoning And Unbuttoning Opening