Ad un primo ascolto - magari traviato dalla visione
del bucolico video di "Roscoe" - i Midlake
non sembrano altro che l'ennesima pagina del pop
da west-coast figlio degli America e di certi
C.S.&N.. Una truppa di contadini dell'800
da grande romanzo americano. Uomini veri che lavorano
sodo e poi tornano a casa la sera al caldo del
focolare domestico. E in effetti, ad ascoltare
i testi, un po' si sente questo tema, quello del
campagnolo senza macchia che torna dopo una giornata
spesa a spaccarsi la schiena. Ma non è
questo che colpisce. Perché dietro questa
faccia puramente made in USA, i texani mettono
assieme uno spettro sonoro che nasconde una scrittura
che tende all'epicità dei Radiohead di
"The Bends",
alle strutture melodiche di Rufus Wainwright (anche
per quanto riguarda la voce) e alla ricchezza
della scrittura propria di Van Dyke Parks. Insomma,
niente male per dei ragazzi di poche pretese che
solo due anni fa cercavano di fare un "Kid
A" fatto in casa con "Bamnan and
Slivercork". Un sussidiario del pop americano
che lascia presagire un talento non ancora sbocciato.
collegamenti su MusiKàl!
Crosby Stills & Nash - Crosby
Stills & Nash
Crosby Stills Nash & Young - Deja
Vu
Radiohead - la Kalporzgrafia