Bellezza. Poesia. Parole abusate, ma non qui,
non per questo disco. A tre anni da "Testa,
dì cuore", dopo essere sopravvissuto
allo sfascio dell'ex C.P.I., Marco Parente torna
e ci regala un'altra perla di rock d'autore stralunato,
teatraleggiante ed intensissimo.
Complice la mano saggia di Manuel Agnelli in
cabina di regia, Marco smussa gli spigoli sperimentali
della sua arte, dando alle canzoni una veste appena
più accessibile rispetto a quanto fatto
in passato, anche se la sua musica rimane irrimediabilmente
"altra" e straniante.
Un delicato giro di piano apre "lamiarivoluzione",
colonna sonora della "Rivoluzione poetica"
iniziata il 20 giugno a Genova, quando la città
venne inondata di poesie lanciate dal cielo; la
dolcezza di questa canzone svanisce bruscamente
poco dopo, quando arriva la chitarra elettrica
di Paolo Benvegnù a infuocare "scolpisciguerra",
sfogo amaro, invito a fermare i massacri ("armi
di tutto il mondo/ fermatevi a pensare")
mentre, su un sottofondo di fiati dissonanti,
gli Scisma incontrano Jeff
Buckley.
"farfalla pensante" è uno stupendo
affresco pop, simile a certi episodi acustici
dei Radiohead
di "The bends",
e di nuovo la voce di Marco lascia senza fiato:
il suo modo di cantare non riesce a non emozionare
ogni volta. Di nuovo il quintetto di Oxford, stavolta
del periodo "O.K.
Computer", è l'unico paragone
possibile per la spettrale "come un coltello",
semplicemente una delle più belle canzoni
che mi sia mai capitato di ascoltare ("cade
leggera una parola/ come un sacchetto pieno di
vento/ che ti soffia in faccia/ la bellezza"
non
basterebbe un verso come questo a innamorarsene?).
"w il mondo (radiourlo)" e "derivanti"
portano all'estremo il nuovo approccio minimale
del suono del Nostro, con la voce lasciata libera
di respirare all'interno dei pezzi; l'indole sperimentale
rimane comunque difficile da soffocare per Marco,
come dimostrano "anima gemella" (in
assoluto la cosa più vicina alle atmosfere
di "Testa, dì cuore") e soprattutto
quella scheggia impazzita che è "fuck
[he]art & let's dance": provate a suonarla
in un qualunque dancefloor
il dj sarà
impiccato all'istante, ma saranno stati due minuti
di pura genialità.
Una big band arriva ad illuminare gli episodi
conclusivi del disco, la commovente storia di
un bambino messo al mondo con il concepimento
artificiale per salvare la sorellina ("adam
ha salvato molly") e la poetica "davvero
trasparente" ("e cosa sto aspettando/a
vivere così come siamo/davvero/senza che
sia per forza speciale/perché è
già speciale"), e Marco dimostra di
padroneggiare magnificamente anche un linguaggio
più classicamente jazz.
Una miriade di colori e di emozioni stanno in
queste dieci canzoni, e lasciano, commossi, un'unica
certezza: "Trasparente" è di
una bellezza abbagliante.
collegamenti su MusiKàl!
Marco Parente - Davvero
Trasparente (CDS)
Afterhours - la
Kalporzgrafia
Radiohead - la
Kalporzgrafia