Le sorelle Kim e Kelley Deal hanno impiegato
un tempo considerevole per dare il seguito all'ultimo
lavoro delle Breeders, "The Last Splash",
datato addirittura 1993. Nove anni, un'eternità
nel mondo della musica popolare, passati a tenere
insieme un gruppo che ha rischiato di non esistere
più e a risolvere i problemi con le droghe
di Kelley. In tutto questo tempo l'unica traccia
del talento dell'altra sorella, Kim, fuoriuscita
da Pixies
perché oscurata dal genio di Black Francis,
è stato un adorabile dischetto a nome The
Amps del 1996 intitolato "Pacer". Nel
frattempo al fianco delle sorelle Deal sono arrivati
Mando Lopez e Richard Presley dei Fear. Tante
differenze hanno pesato ed alla fine anche la
musica è cambiata.
"Title TK" infatti è un disco
scontroso, in cui gli spigoli non vengono mai
smussati e restano ben aguzzi, in cui i suoni
sono scarni. Non sorprende quindi che a registrare
il tutto sia stato chiamato Steve Albini, un maestro
quando si parla di essere essenziali. Suoni in
bassa fedeltà e brani poco rifiniti, quasi
abbozzati, da cui appaiono schegge melodiche incantevoli,
come lascia intuire l'apertura di "Little
Furry", che dietro l'indolenza di un ritmo
che sembra non voler partire, nasconde una melodia
deliziosa.
Del resto dai Pixies alla Breeders il segreto
è sempre stato questo: grandi canzoni rese
attraverso suoni aspri e taglienti, frantumate
e poi ricomposte. Qui i pezzi migliori, quelli
che mostrano quanto ci sia mancato il talento
di Kim Deal, sono proprio quelli in cui tutto
questo riesce alla perfezione.
E infatti, a dispetto di qualche deviazione come
l'intrigante atmosfera psichedelica di "The
She", sorretta dal suono di un organo anni
'60, o dalla scarna ballata "Off You",
le cose che colpiscono di più stanno altrove.
Sono il vigore delle chitarre di "Son of
Three", il caracollare veloce alla Pixies
di "Full on Idle", già registrata
da Kim Deal con gli Amps, e "Too Alive",
con le sue splendide armonie vocali e i suoi continui
cambi di ritmo. Tutte mostrano i segni della canzone
e pop sporcata e torturata, come è anche
per la conclusiva "Huffer", ossia il
momento in cui si sposano come mai tra queste
tracce una melodia vertiginosa e i suoni ruvidi
delle chitarre. La speranza a questo punto è
di non dover attendere altri nove anni per poter
ascoltare canzoni come questa.
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Pixies - Kalporzgrafia