Da queste parti saremo sempre grati alla One
Little Indian, etichetta che in passato è
stata capace di pubblicare dischi bellissimi come
“Blackberry
Belle” dei Twilight Singers o “The
Heat” di Jesse Malin. Dispiace quindi ascoltare
un lavoro come “The Time Of Summer Lightning”
degli inglesi Songdog. Perché a sentir
parlare di folk oscuro ispirato da Leonard
Cohen e Joni Mitchell – come recita
il sito dell’etichetta – si creano
delle aspettative cui purtroppo non seguono contenuti
all’altezza.
Tanto per essere chiari, questo non è
un brutto disco, tutt’altro. Ma si bagna
di un peccato mortale: è di una lunghezza
estenuante. Sono dodici canzoni per ben settanta
minuti di musica capaci di affossare anche le
intuizioni migliori, le scritture più delicate
e le canzoni meglio riuscite. Sì, perché
ad un certo punto una “The Waitress From
Yorkville, Toronto” cattura l’attenzione
con il suo delicato arpeggio di pianoforte e la
sua malinconia alla Bright Eyes, ma è un
raro momento d’abbaglio in una lunga e buia
galleria.
Eppure il gruppo non sembra dire boiate. Insomma,
si sente l’eco di Leonard Cohen, la sua
oscura impalpabilità e anche la sacrale
ieraticità di Joni Mitchell. Ma la prolissità
e l’eccessiva omogeneità dei brani
sbiadisce un’opera folk nel complesso niente
male, quasi come voler dire troppe cose senza
riuscire a dar forma ad un concetto. Eppure le
potenzialità ci sono. La capacità
di scrittura anche. Che sia il caso di far finta
di niente ed aspettare qualcosa di nuovo tendendo
orecchio a cosa questo Lyndon Morgans ci riserverà
in futuro?
collegamenti su MusiKàl!
The Twilight Singers - Blackberry
Belle
The Twilight Singers - Twilight
Leonard Cohen - le
recensioni
Joni Mitchell - Blue
Bright Eyes - I'm
Wide Awake, It's Morning
Bright Eyes - Digital
Ash In A Digital Urn