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THE CURE
The Top (Fiction Records, 1984)
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di Raffaele Meale scrivi un'email

Superato, non con poche difficoltà, il momento difficile, Robert Smith torna ad occuparsi a tempo pieno dei Cure, spinto dalle possibilità creative che il nuovo sound ottimato può garantirgli. Con Tolhurst ormai fisso alle tastiere affida la batteria a Andy Anderson e il basso a Phil Thornalley. Le ipotesi fatte sul pop espresso in "Japanese Whispers" diventano certezza all'ascolto dell'album.

L'attacco di "Shake dog shake" è duro, con chitarre modellate sull'hard rock anni '70, così come psichedeliche sono le chitarre di "Birdman Girl". Angosciante è l'inizio di "Wailing wall", con interessanti echi orientaleggianti e un cantato che sembra ricercare i tempi di "Seventeen Seconds". Ma è solo un caso, con "Give me it" si torna alla migliore forma pop, forse leggermente più urlata e urticante. Anche una ballata dolce come "Dressing up" sembra risentire in parte di un'ispirazione ferma a metà, ancora indecisa sulla strada da intraprendere, incapace di abbandonare un passato - solo tre anni! - così glorioso. L'unico brano a presentarsi in uno splendore inattaccabile è "The Caterpillar", usato anche come singolo dalla band. Perfetto nella sua cadenza pop, cantato con tartagliante seduzione da Smith, originale nell'uso delle percussioni, è sicuramente il brano migliore dell'album, quello che più facilmente può far intravedere il roseo futuro che aspetta la band. Di buona fattura anche "Piggy in the mirror" che ha forse l'unico difetto di essere abbastanza prevedibile. Un accompagnamento da marcia militare è la base di partenza di "The empty world", mentre di nuovo la psichedelia fa capolino dietro le tastiere impazzite di "Bananafishbones". "The Top" chiude l'album, non certamente al meglio.

Un ulteriore album di transizione, poco ispirato, forse troppo rapidamente dato alle stampe, che denota una certa stanchezza compositiva - dopotutto è il settimo album in sei anni di vita - che porta inevitabilmente ad una noiosa ripetitività in alcuni brani. Ancora non appare riuscita la fusione del dark con il pop, con quest'ultimo troppo spesso preponderante. In conclusione un album imperfetto, forse il punto più basso della vita artistica dei Cure. Un semplice incidente di percorso.


Recensioni collegate
The Cure - la Kalporzgrafia



18 dicembre 2001


Track list:

1. Shake dog shake
2. Birdman Girl
3. Wailing wall
4. Give me it
5. Dressing up
6. The Caterpillar
7. Piggy in the mirror
8. The empty world
9. Bananafishbones
10. The Top





I commenti
 
MINImax
7 novembre 2003
Se non ricordo male il disco fu registrato in piena dipendenza alcolica (solo?) di Smith & C. ... si sente e, nonostante tutto, pezzi come give me it, shake dog shake, caterpillar sono pietre miliari...O NO?


Francesco
25 luglio 2002
Al contrario di molti per me The Top è un album bellissimo, le
linee di basso, soprattutto di Piggy in the mirror e The Top sono geniali,
le chitarre graffianti, in poche parole un gran disco.


'804everandever
8 luglio 2002
ad essere sincera non amo molto questo album ma la voce di robert
smith non mi è mai parsa così tagliente, sensuale, oserei dire eccitante
come in dressing up. da ascoltare a lume di candela...



massimo
21 maggio 2002
il disco della raccolta dei cocci. la necessità dell'alterazione
della coscienza per venire fuori dalle paludi della consapevolezza. l'urlo
della disperazione che non è piùà tragico ma grottesco, in suoni e parole
che definisco la volgare tragedia della vita e dell'umana limitatezza. un
bisturi che seziona irridente le bassezze dell'Uomo e dell'Autore



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