I
Modest Mouse guardano alla Luna e all'Antartide
nel loro terzo disco, il primo su major, un modo
per dire che lo sguardo sarà più ampio,
non focalizzato strettamente sull'America. Il terzetto
opta per un legggero cambiamento di rotta quindi,
così da sviluppare in altre direzioni la
propria musica, figlia della tradizione americana
e del rock chitarristico che passa per Husker Du,
Dinosaur Jr e Built to Spill. L'apertura del disco
è nel segno della continuità, prima
con la splendida "3rd Planet", con un alternarsi
di quiete e irruenza degna dei migliori Built To
Spill, e poi con gli umori folk di "Gravity Rides
Everything". Qui e là il appare ancora il
lato più conosciuto del gruppo, la melodia
cristallina di "Paper Thin Walls", come solo i migliori
Pavement sapevano comporre, e il country sfilacciato
di "Wild Packs Of Family Dogs". Tuttavia queste
sono soltanto alcune delle sfaccettature di un disco
complesso, elaborato, in cui la musica si fa meno
lineare e più ricercata. E le coordinate
cambiano. Nel basso insistente che sorregge "Tiny
Cities Made Of Ashes" e nel ritmo sincopato, spezzato
di "Life Like Weeds" emergono influenze new wave
e l'ombra dei Talking Heads e il risultato non è
molto distante dagli esiti più sperimentali dei
dEUS. Il gruppo si spinge ancora più in là
nella lunga "The Stars Are Projectors", otto minuti
di lucida follia in cui il suono nervoso dell'inizio
si stempera in melodia sognante e sfocia in un rincorrersi
di quiete e energia. Un disco dalle molteplici facce
che ci regala un gruppo in grado di crescere e farsi
più profondo senza per questo perdere di entusiasmo.
30
settembre 2000
Track
list:
-
3rd Planet
- Gravity Rides Everything
- Dark Center Of The Universe
- Perfect Disguise
- Tiny Cities Made Of Ashes
- A Different City
- The Cold Part
- Alone Down There
- The Stars Are Projectors
- Wild Packs Of Family Dogs
- Paper Thin Walls
- I Came As A Rat
- Lives
- Life Like Weeds
- What People Are Made Of