Ammettiamolo:
per quanto riguarda Keith Jarrett l'uscita di un lavoro al piano
solo suscita in molti un interesse maggiore rispetto alle incisioni
effettuate con l'affiatatissimo trio o alle interpretazioni
date dal pianista di opere appartenenti al repertorio classico.
Sicuramente questo deriva da quella specie di "sacro monolito"
(o sarebbe meglio dire "pesante fardello?") rappresentato
da quel vendutissimo Concerto a Colonia che, nel lontano 1975,
mise l'allora giovane musicista americano sulla bocca (e soprattutto
nelle orecchie) di tutti.
Tralasciando ogni ulteriore commento su quest'opera (basti ricordare
che essa, pur bellissima, è stata probabilmente superata
dal concerto a Vienna prima e, soprattutto, da quello più
recente alla Scala di Milano), concentriamoci su questo "The
Melody At Night, With You" che, è bene chiarirlo
subito, non va a inserirsi in quella lista costellata da quei
piccoli gioielli che sono i "solo concerts", ma contiene
una serie di "standars" (un solo brano è firmato
dall'autore) interpretati con incredibile dolcezza da un Jarrett
evidentemente ristabilitosi dalla rara malattia che per lungo
tempo lo ha reso incapace di produrre musica.
Il disco, registrato dallo stesso Jarrett nella sua abitazione
e dedicato alla moglie, si sviluppa dunque su toni eminentemente
lirici, raccolti, nel perfetto stile di una sorta di "conversazione
familiare" nel salotto di casa. Attenzione comunque: nulla
è stiracchiato o in qualche modo troppo sdolcinato.
L'interpretazione di Jarrett è sempre misurata e personalissima,
il tocco sempre inconfondibile e, pur all'interno di atmosfere
decisamente "soft", il nostro pianista riesce a regalarci
diversi momenti da brivido, anche in assenza di vertiginosi
"su e giù" con la mano destra.
Difficile segnalare qualche brano particolare all'interno di
un lavoro compatto e uniforme come questo: basti ricordare che
Gershwin è il Gershwin di Jarrett e che Ellington è
l'Ellington di Jarrett... e questo non è poco.
In attesa che, dopo l'annullamento in primavera delle date di
Roma e Milano, si ripeta il miracolo di un'improvvisazione jarrettiana
alla Scala, possiamo ben volentieri trascorrere il tempo ascoltando
questo suo ultimo lavoro.
Certo, in conclusione viene da pensare: ma la cameriera di Keith
Jarrett, pulendo la casa, lo sentirà suonare abitualmente
così? Conoscendo la riservatezza del personaggio c'è
da dubitarne ma, in ogni caso, forse ho trovato un lavoro giusto
giusto per me...
26
giugno 2000
Track
list:
Loves
You Porgy / I Got It Bad And That Ain't Good / Don't Ever Leave
Me / Someone To Watch Over Me / My Wild Irish Rose / Blame It
On My Youth/Meditation / Something To Remember You By / Be My
Love / Shenandoah / I'm Through With Love
I
commenti
KJ 4 luglio 2002
Se
la vita vi ha regalato una persona che catalizzi
la vostra
vita, mettete la prima traccia, pensate ai
suoi occhi e...magia