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GENESIS
The Lamb Lies Down On Broadway (Charisma, 1974)
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recensione di Federico Olmi scrivi un'email


Si tratta di un doppio album concept o, per usare un termine italiano, tematico. Ciò significa che tutte le canzoni hanno un tema comune, la discesa del giovane Rael nella giungla di una New York trasfigurata, piena di strani esseri e bizzarri personaggi, simbolo della moderna Babele.

I testi delle canzoni sono interamente di Peter Gabriel, con abbondante uso della rima. Mi soffermerò solo su alcune canzoni per esigenze di spazio, ma tutte ventitré meritano attenzione.
La canzone eponima apre l'album con uno dei più begli inizi della storia del rock, illuminato dal pianoforte di Tony Banks che prelude alla potente interpretazione di Gabriel, ma come anche in precedenti canzoni del gruppo (vedi ad esempio "Harold the Barrel"), l'intensità sonora si stempera in un delicato intermezzo.
La quarta traccia presenta la morbida "Cuckoo Cocoon"; segue "In the Cage", una delle più belle, ritmata dalle tastiere e dal basso di Rutherford, che mutano di frequente l'andamento della canzone. Chiude il lato "A" The "Grand Parade of Lifeless Packaging", costruita su un sorprendente crescendo sonoro.

Apre il lato "B" l'intensa "Back in N.Y.C.", seguita dalla strumentale "Hairless Heart" e da "Counting Out Time", che riprende la vena scherzosa sempre presente nei Genesis (vedi di nuovo "Harrold the Barrel" e "I Know What is Like"). Chiudono il primo disco la splendida "Carpet Crawl" e "The Chamber of 32 Doors".
Apre con veemenza il secondo disco "Lilywhite Lilith", seguita dalle sperimentazioni sonore di "The Waiting Room" e dalla struggente "Anyway". "Here Comes the Supernatural Anaesthetist" è interamente guidata dalla chitarra di Steve Hackett. In "The Lamia" è fondamentale il pianoforte, così come la voce di Peter Gabriel, delicata ma sempre profonda.

La settima traccia presenta "The Colony of Slipperman", divisa in tre parti, dove Gabriel camuffa frequentemente la voce in una classica canzone dialogata in stile Genesis.
"The Light Dies Down on Broadway" riprende i temi musicali di "The Lamb..." e di "The Lamia", fondendoli perfettamente. "Riding the Scree" è un brano quasi interamente strumentale, con grande sfoggio di tastiere e, seppure più nascosta, della batteria di Phil Collins, onnipresente tessitore di trame.
"In the Rapids" è quasi un'introduzione alla conclusiva "It", vigoroso epilogo di un album che, a chi attraverso più di un ascolto ne coglie il reale valore, non può che apparire il miglior concept degli anni Settanta.



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- Peter Gabriel III


26 giugno 2000


Track list:

CD1
1. The Lamb Lies Down On Broadway
2. Fly On A Windshield
3. Broadway Melody Of 1974
4. Cuckoo Cocoon
5. In The Cage
6. The Grand Parade Of Lifeless Packaging
7. Back In N.Y.C.
8. Hairless Heart
9. Counting Out Time
10. Carpet Crawlers
11. The Chamber Of 32 Doors

CD2
1. Lilywhite Lilith
2. The Waiting Room
3. Anyway
4. Here Comes The Supernatural Anaesthetist
5. The Lamia
6. Silent Sorrow In Empty Boats
7. The Colony Of Slippermen (The Arrival/A Visit To The Doktor/Raven)
8. Ravine
9. The Light Dies Down On Broadway
10. Riding The Scree
11. In The Rapids
12. it.



I commenti
 
Ezio (Roma)
21 dicembre 2003
probabilmente (stando ai commenti precedenti che ho letto) questo disco è stato sottovalutato.
E' vera arte in musica. E ha bisogno di tempo per essere apprezzata



gabagabriel
19 agosto 2002
non si tratta di essere originali o meno...qui e dare a cesare quelche' di cesare ...l'olimpo dei dischi e solo per the lamb....sono d'accordo su selling che e' piu' fluido piu' diretto e meno pesante ma the lamb a qualcosa in piu' un'atmosfera che solo lui e i suoi brani riescono a dare NON E' UN ALBUM DI CANZONI.non si ricorda lamb per IL SUO SINGOLO BRANO...ma per la sua OPERA TOTALE E CLOMPLETA..GRAZIE ARCANGELO


Sebastiano
5 novembre 2002
Non ho parole per descrivere il sublime lavoro che i Genesis hanno offerto all'umanità. Il mio album preferito è the Lamb. Comunque anche the wall e in particolare the dark side of the moon restano album storici


watcher of the skies
1 agosto 2002
sono perfettamente d'accordo con cinghiale la poesia e
l'intensita' di trespass,nursery crime,foxtrot,selling rappresenta il meglio
del nostro gruppo, ha fatto bene gabriel ad andare via e collaborare con eno
da solo.



Matteo Pam
30 luglio 2002
The lamb è un buon disco ma non all'altezza di Selling e forse
neppure dei 3 che lo precedono.In questo disco Gabriel e company hanno
voluto strafare,è venuto un lavoro troppo lungo e non sempre riescono a
tenere vivo l'interesse dell'ascoltatore.Mi dispiace dire questo perchè i
Genesis sono fra i miei gruppi preferiti e nei primi anni 70 li ho visti
diverse volte e li ho anche conosciuti personalmente.Questo disco resta
comunque di buon livello,poi ....hanno sofferto la mancanza carismatica di
Gabriel e i dischi successivi a parte Trick of de tail sono penosi.Collins
ha metà delle potenzialità vocali di Gabriel.. e anche nei live che ho visto
lo spettacolo lo faceva Gabriel.


barrel
26 luglio 2002
sicuramente "the lamb" è un disco di ottima fattura; a mio
parere,nulla a che vedere nè con il leggendario "nursery cryme", nè con
l'eterno "selling england".ci sono momenti di disarmante bellezza (come
l'opening, la strepitosa "in the cage" e il trascinante assolo di tony banks
in "slippermen"), ma l'album a mio parere si perde un pò nella seconda
parte, a causa dei pezzi strumentali (un pò prolissi e noiosetti, forse per
l'apporto di Brian Eno, a mio parere troppo osannato) e di un finale scialbo
(IT è decisamente un pezzo mediocre). Anyway, un disco da 8,5 e da avere
assolutamente.


dwhoom@inwind.it 14 luglio 2002
The Lamb,The Wall dei pink,Tales from topographic ocean di
Yes,ultimamente Six degrees dei Dream Theater.Tutti album doppi,tutti album
controversi.Boiata o Capolavoro?
Potrei dire ai posteri l'ardua sentenza ma sono passati un fracco di
anni(Dream Theater a parte).
Boh?!?Sarà il caso di rifletterci?


nietzsche
14 giugno 2002
Gabriel fece bene a lasciare i genesis dopo the lamb, si rese
conto che insieme non avrebbero potuto fare di meglio !!


alessandro
7 giugno 2002
L'opera di un genio della musica, tutt'ora ignorata e incompresa,
quando la ascolto non riesco a fare altro, mi perdo come pochi altri dischi
mi fanno perdere..


phil Gabriel
27 maggio 2002
non è l'album dei genesis più bello (selling batte tutti)ma
proprio perchè è un album concept, dove è la musica retta e determinata dal
testo, quando dovrebbe essere viceversa. qualcuno ha definito "the wall" un
polpettone, è il capolavoro, anello di congiunzione tra gli anni 70 e 80,
però io continuo a preferirgli Wish you were here. torniamo a the lamb:
inizio strepitoso, con banks e la voce (qui trascendentale) di gabriel,
all'inizio non si ha mai un momento di pausa o di stanca, e in the cage lo
conferma di gran lunga, back in n.y. è straordinaria come ritmo e
accompagnamento vocale e the chambers of 32 doors è il brano più struggente
in assoluto, qui la voce di gabriel incanta come non mai, lilywhite lilith
altro gran pezzo, come here comes the supernatural anaesthetist, con un
grande hackett, the lamia è forse il brano che preferisco, con uno
strepitoso banks, il quale si dà da fare anche con the colony of slippermen,
la conclusione (it) è eccezionale e spiritosa (ironicamente ripreso un
motivo dei rolling stones)phil collins è semplicemente eccezionale, gabriel
è magnifico, l'album lo è altrettanto, però la tematicità dei brani lo rende
di minore impatto che i precedenti album genesis. come album concept,
comunque, lo preferisco a the wall ( che ribadisco, è un altro capolavoro)


old king cole
24 maggio 2002
...and lamb lies down on broadway...il miglior disco dei
genesis,il miglior album rock,non sminuiamo, i genesis non sono solo
gabriel! i controtempi di phil collins non sono roba da dilettanti!così come
i fraseggi di hackett la melodia di banks e la tecnica di rutherford!diciamo
pure che sono cinque dei migliori musicisti al mondo e che averli tutti
insieme a portato quello che tutti sappiamo...per il sound dei genesis tutti
sono indispensabili e insostituibili.Come si siano mescolati insieme tali
talenti invece e pura magia!peccato sia finita presto!non date la colpa a
winkler ha ragione: in proporzione alla grandiosità di lamb anche il caro
"muro"pessa in secondo piano non stò parlando di notorietà bensì di qualità
sia la storia che la complessità musicale non hanno paragoni strumentalmente
parlando i genesis sono molto superiori è innegabile!!!!vorrei solo
esprimere tutta la mia invidia verso chi li ha ammirati dal vivo!


Luigi
16 maggio 2002
...difficile e, forse, inutile capire quale sia il miglior lavoro
dei Genesis; trovo comunque The Lamb il disco più "intenso" e il più
completo.
Vorrei anche sottolineare il fatto che, senza nulla togliere al grande Peter
Gabriel, i virtuosismi un po' celati e di Phil Collins danno prova della sua
straordinaria bravura e intelligenza musicale (v. Brand X). Domanda: cosa
aspettano i Genesis a ricomporre il gruppo storico, almeno per fare qualche
concerto, magari per beneficenza? Andrei dovunque nel mondo per vederli!!


cioffanni
2 aprile 2002
Selling England per le bellissime melodie rimane il mio
preferito,ma The Lamb è insuperabile nei testi.Ragazzi vi rendete conto che è tutto in rima?D'accordo che gli Inglesi hanno il present participle,ma sono pure sempre almeno quindici canzoni con testo.Gabriel è un grande!Ho saputo recentemente che proprio in quel periodo ebbe prole e di lì maturò la frattura col resto della band x incomprensioni circa il tempo da dedicare al lavoro e alla famiglia.



rael41
24 marzo 2002
il disco " in assoluto" non dei genesis,ma del rock


francesco
breathe64@freemail.it 22 marzo 2002
ascolto i genesis da venti anni, dischi in vinile ormai logori ma sempre splendidi (e guai a toccarli!). oggi li ascolto ancora ma con i freddi cd. The lamb.. penso sia il capolavoro dei genesis, la massima espressione artistica e tecnica dei singoli talenti. In questo lavoro la migliore formazione al miglior livello. Mi piacerebbe trovare la traduzione in italiano del tema di "the lamb". qualcuno può aiutarmi? breathe64@freemail.it


fabio
7 marzo 2002
un disco struggente, il punto più alto del prog, bravi tutti i genesis di allora, non solo gabriel..


Franco
26 febbraio 2002
Quest'album è pura storia della musica (non solo del rock) e bisogna ammettere che forse è un po' sottovalutata, ma non è un buon motivo per prendersela con i Pink Floyd e al magnifico "The Wall" come ha fatto Winkler.


HARLEQUIN78
25 febbraio 2002
The lamb lies down on Broadway?Ah ah ah ah ah!Scusate ma sono un pò indaffarato...anzi non ho un minuto da perdere:devo sentirlo 100.000.000.000.000.000 di volte!


gianni
12 febbraio 2002
amo questo disco e non solo questo e non solo per ciò che mi rievoca,ma anche per ciò che riescie a darmi di nuovo ogni volta che lo appoggio sul piatto,è cresciuto con me e si è evoluto con me e come me è rimasto unicoed indefinibile


man-erg
3 febbraio 2002
Winkler.che diavolo dici?
The Wall è una rock-opera di inestimabile valore.
La tecnica dei Floyd può anche non essere a livelli dei Genesis ma the Wall è certamente un album fuori discussione.Forse qualche canzone è stata banalizzata dai mass-media e un po' sinceramente mi dispiace ma denominarlo polpettone è grave.anche troppo.



Gabble Ratchet
3 febbraio 2002
Un po' diverso dai precedenti lavori ma senza dubbio un album strepitoso.
The Lamb rappresenta in un certo senso un ottimo epilogo.Brani come Carpet crawlers
sono tra i miei preferiti.La fantasia di Gabriel non ha limiti



Rael84 1 febbraio 2002
Secondo me non c'è un album migliore sono tutti fantastici anche il sottovalutato AND THEN THERE WERE THREE... comunque quello che preferisco per la genialità è THE LAMB
QUALCUNO HA THE LAMB IN VHS?
CIAO A TUTTI, GENESIS FOR LIFE



pietro gabriele
24 gennaio 2002
senza dubbio un grandissimo disco!ma vorrei solo rispondere a winkler:come si fa a definire the wall un polpettone pomposo e gruppi come i pink floyd abbiano un decimo di perizia musicale dei genesis?...vai a confessarti perchè hai bestemmiato


slipperman
ceda2002@interfree.it 21 gennaio 2002
Ormai sono 5 o 6 anni che ascolto i genesis e sono arrivato alla conclusione che the lamb appaga ogni mio senso,la mia anilma e im mio corpo,"a voi sono mai uscite 2 lacrime mentre ascoltate the colony of slipperman?beh a me si!"In conclusione vorrei sapere perche non esistono ragazze amanti dei genesis.a mi ero scordato peter,in 2 parole"il re".


The river of constant change
21 dicembre 2001
Per favore...smettete di etichettare i Genesis con Peter gabriel e basta. Il colore le sfumature l'"azzardo" appartengono a personcine come Steve Hackett o Tony Banks o Mike Rutherford. E a questo proposito vi consiglio (se non l'avete gia' fatto) di andarvi ad ascoltare "Voyage of the Acolyte" (hackett) "Smallscreep's day" (Rutherford) "A corious feeling (Banks); capirete chi ha contribuito maggiormente alla miticita' dei Genesis. Peter Gabriel e' indubbiamente un avanguardista... ma non vuol dire che quello che ci piace dei Genesis sia farina del suo sacco... provate a pensarci un po' e toglietevi un attimo dai soliti discorsi (ah! ovviamente il mio album preferitop e' A trick of the tail.


The waiting room
pedive@tiscalinet.it 29 novembre 2001
Un disco che ha cambiato la vita a parecchi di noi,che ormai ne
siamo diventati dipendenti.Un lavoro davvero eccelso,sicuramente il miglior lavoro dei migliori Genesis



Salvatore
16 novembre 201
L'agnello che viene a New York ,il puro che entra a far perte
della malvagita ,questo è aspetto del disco da non sottovalutare, sempre attuale.



marketto
14 novembre 2001
E'uno dei più bei dischi della storia della musica, senz'ombra di
dubbio. E' il più completo dei Genesis, ma proprio per questo fu
inevitabilmente un punto di non ritorno. E comunque per noi Genesisti,
Genesis non è solo musica, ma un modo di vivere, di pensare...



glm
9 novembre 2001
Lo ritengo un ottimo disco, forse troppo lungo, talvolta
prolisso...ci sono delle belle canzoni, che forse riuscirei ad amare di più
se conoscessi meglio la trama del concept...Preferisco Selling
England...sopratutto per le musiche!



The winkler
3 novembre 2001
Un LP semplicemente incredibile, fedele testimone, se non della
massima vena compositiva del gruppo (anche se brani come la title track, In the cage, The Lamia, Carpet Crawlers sono delle pietre miliari dell'epopea prog !), della straordinaria personalità e fantasia di Peter il Grande .
GRANDE !!!
P.S. E' vergognoso come tale disco sia costantemente ignorato dalla critica, mentre altri polpettoni pomposi (vedi THE WALL) di gruppi con un decimo della perizia musicale dei nostri siano osannati !!!!



Dixie
2 novembre 2001
Credo che ciascuno abbia un disco che gli ha cambiato la vita: il
mio, non ho dubbi, è THE LAMB...



robbi
23 ottobre 2001
l'ho comprato il 5 maggio 1987. Avevo 15 anni. Fu una folgorazione. Oggi, a riascoltarlo, maniene fascino visionario. Non è il più bello dei genesis di gabriel, ma è il più moderno. sarebbe bello rifarne una versione techno


gabubbu
16 ottobre 2001
l'ho risentito ieri sera e 24 anni dopo la prima volta l'ho
bevuto in un fiato. penso che per vedere in video il concerto darei la gamba destra (o la sinistra).



Donato"Orma"
orma75@virgilio.it 9 settembre 2001
Amo i primi Genesis, trovo NURSERY CRYME tipico per il loro sound.
The Lamb ha però quell' aura di superiorità ed immortalità delle grandi opere d'arte:come la Divina Commedia,come la Cappella Sistina, e non credo sia fanatismo. E' la testimonianza della lungimiranza, ambiziosità, intelligenza e creatività della band.



GuruMike
trigatti@libero.it 24 giugno 2001
Sicuramente un disco eccellente,forse il più prog e "drammatico" del gruppo.Tuttavia le musiche non sono sempre all'altezza degli splendidi testi di Gabriel,in questo senso la durata del disco è eccessiva.La canzone "The lamia" è forse il miglior brano dei G nell'era Gabriel.


AOrlansky
14 giugno 2001
Questo è il disco che io personalmente considero come la fine di un epoca (l'anno di pubblicazione è il 1974, che coincide, per me, con il declino del rock progressivo, almeno ad alto livello; per gli anni a seguire sarà un penoso trascinarsi su se stesso). Così come quando l'ascoltai la prima volta, ancora adesso questo disco mi mette sempre un pò a disagio: la copertina non evoca più visioni favolistiche ma è diventata un pò più dura, come la musica contenuta, forse un ritorno dal sogno? Indubbiamente un bel disco, ancora con dei grandi momenti, ma anche con la sensazione che qualcosa sia irrimediabilmente finito. Crepuscolare.


ENZO
EXPO@FISARSPA.COM 7 giugno 2001
QUESTO NON E'UN CAPOLAVORO,QUESTO E'"IL CAPOLAVORO"IN
ASSOLUTO DEL
MILLENNIO MUSICALE.
UN MIX PERFETTO TRA TECNICA E MELODICA.
L'IDEA,POI ABORTITA DI GABRIEL,DI FARNE UN FILM
GIUSTIFICA L'ASPETTO
TEATRALE DELL'ALBUM.
CHI HA AVUTO LA FORTUNA DI VEDERE QUESTA RAPPRESENTAZIONE DAL VIVO
NELLA
LONTANA PRIMAVERA DEL 75' A TORINO MI HA CONFERMATO
CIO'CHE SOSTENGO DA ANNI.
"C A P O L A V O R O"



THE LAMIA
lucifabi@libero.it 3 giugno 2001
HO TUTTI I CD E TUTTI SONO FANT.CI MA THE LAMB E'UN BRIVIDO
DOPPIO. COLGO L'OCCASIONE PER SAPERE SE C'E' QUALCUNO CHE POSSIEDE
SECONDS OUT IN VHS CIAO A TUTTI GENESIS X EVER



cinghiale
24 maggio 2001
Non sono particolarmente appassionato di questo disco dei Genesis. Gli antepongo Trespass, Nursery Cryme e Foxtrot. Secondo me risente troppo delle tensioni all'interno del gruppo. L'ego di Gabriel permea in maniera quasi imbarazzante tutto l'album. Gli altri sono tenuti da parte. Niente più assoli o duetti tra tastiere e chitarre come in The knife o in musical box.
Nonostante tutto contiene canzoni memorabili (in the cage).


get em out by friday
160460@katamail.com 23 maggio 2001
La vecchia copertina che contiene il disco, esprime già tutto ciò che i solchi del vinile gelosamente custodiscono.
E' il trionfo del bianco e nero, del buio e della luce, della paura e della gioia, la vita, la morte, l'abbandono, l'incontro.
Suoni e parole ridotti ai minimi termini, resi essenziali e lasciati nella polvere dove tutt'ora restano. Così come tutte per tutte le grandi opere umane, nascoste alla moltitudine.
Ricordo ancora quell'aprile del 75 quando per la prima volta ascoltai The Lamb, anzi più esattamente (Aniway), tutto suonava antico,primitivo, rivoluzionario, perchè unico.
Era la perfezione,.... della voce, dei suoni.
Noi adesso come allora, riusciamo ancora a sentire emozioni e sentimenti, che arrivano in superfice increspandoci la pelle.
Noi custodiamo quei suoni, patrimonio dell'umanità.
Grazie, vi vogliamo bene



The Lamb
thelamb@tiscalinet.it 2 maggio 2001
Il riassunto di ciò che l'umanità ha proposto a livello musicale, una vera e propria Bibbia musicale: il pensiero che al mondo ci siano persone che, loro malgrado, moriranno senza averlo mai ascoltato mi fa soffrire. Un omaggio: http://web.tiscalinet.it/thelamb


p.defeo
26 aprile 2001
Credo sia, se non in assoluto di sicuro tra gli album più belli che abbia mai ascoltato, rappresenta un'alta espressione del rock progressive. Darei qualsiasi cosa per poterlo ascoltare e vedere dal vivo con la formazione che lo ha inciso. Indescrivibile!!!


4ndr34
5 aprile 2001
E' eccezionale come ogni album dei Genesis, il miglior gruppo di tutti perchè fondono tecnica e sentimento


Alessandro
17 marzo 2001
the carpet crowlers è la migliore canzone in assoluto dei genesis.


maxmuccablu
muccablu@usa.net 15 marzo 2001
Molti fanno paragoni tra questo disco e "Selling England": - meglio 'The Lamb' - no, bello ma 'Selling England' lo distrugge - ecc.ecc. Credo non siano paragonabili perche' troppo diversi, e alla fine e' inutile fare confronti: sono entrambi molto belli. Qualcuno preferirà Rael, altri Il Cinema Show, molti entrambi (io vado a momenti, alternandoli). Sono pero' molto contento di aver conosciuto questi dischi, tra i migliori della mia audioteca!
Ultima cosa: perche' tanti critici odiano il prog e poi glorificano Mina e Giorgia (con tutto il rispetto...)?????


RAEL
rael@hotmail.com 11 marzo 2001
Se mi dicessero quale disco vuoi portare nel prossimo millennio....e potessi portarmene solo uno....questo sarebbe the lamb..


Aldo M
. greymouser@tiscalinet.it 15 novembre 2000
è quasi scandaloso il modo in cui un disco come "The lamb" sia stato dimenticato da molti settori della critica musicale. Un vero capolavoro della musica del 900, al di là di tutte le distinzioni di genere, è stato trattato con sufficienza sempre maggiore, affossato dalla generale e pregiudiziale avversione (soprattutto italica) ad ogni forma di "progressive". Se è vero che molti dischi di rock progressivo mostrano oggi molti limiti - dal velleitarismo strumentale all'eccessiva ricerca di linee melodiche - è però vero che "the lamb" rappresenta lo stato definitivo dell'arte "progressive". Qui i brani sono asciutti, equilibrati, calibrati... niente a che vedere con una certa pomposità sinfonica dei precedenti lavori del gruppo inglese. Non voglio annoi
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