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YES
The Ladder (Edel/Eagle, 1999)
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di Federico Olmi scrivi un'email

Yes - The Ladder Magari a qualcuno è sfuggito, ma gli Yes ancora oggi producono nuovi dischi con una certa continuità. Quest’ultimo lavoro può contare, oltre che sull’immarcescibile e fedelissimo Chris Squire (presente in tutti i dischi degli Yes, sin dalle loro origini) e il quasi altrettanto fedele Jon Anderson, anche su Steve Howe, storico chitarrista della band. Completano la formazione Alan White, batterista del gruppo già dal 1973, e i giovani Billy Sherwood (seconda chitarra: un’aggiunta inedita per gli Yes) e Igor Khoroshev (alle tastiere; il suo modello è dichiaratamente Rick Wakeman). L’album, dobbiamo ammetterlo, non è un capolavoro: ma è una salutare boccata d’ossigeno. In mezzo a tanta musica contemporanea di bassa lega (non tutta ovviamente), fritta e rifritta, robaccia techno, rock sentito migliaia di volte, ebbene, anche questi Yes fine anni novanta si distinguono nettamente. Stilisticamente "The Ladder" si può definire una mescolanza di progressive e pop più tradizionale, ma la miscela complessivamente funziona, anche se non tocca livelli eccelsi. Punti a sfavore: la durata forse eccessiva del disco, che risulta come diluito; qualche cedimento, forse inevitabile, ad un rock un po’ commerciale. Punti a favore: Anderson in grande forma, con una voce che il passare degli anni sembra non avere intaccato; la canzone che apre il disco: "Homeworld (the ladder)". Un brano di nove minuti e mezzo degno dei migliori Yes anni settanta, possente ed equilibrato, cantato benissimo. Si prosegue con "It will be a good day (the river)", brano piacevole, cantabile ma non banale. Caratteristiche simili, con accenti danzerecci non spregevoli in "Lightning strikes", hanno le altre tracce del lato A. Poi si inizia ad avvertire una certa pesantezza e monotonia: mancano soprattutto gli acuti, che dagli Yes in questa formazione prestigiosa sarebbe stato forse lecito attendersi in numero maggiore. Il disco comunque si mantiene piacevole, specialmente con "Finally", costituita da una prima parte grintosa e molto rock, e da una seconda delicata. La breve "Can I?" è una palese citazione di "We have heaven", dall'album "Fragile" del 1972, uno dei più famosi degli Yes.

20 luglio 2000


Track list:

1. Homeworld (The Ladder)
2. It Will Be A Good Day (The River)
3. Lightning Strikes
4. Can I?
5. Face To Face
6. If Only You Knew
7. To Be Alive (Hep Yadda)
8. Finally
9. The Messenger
10. New Language
11. Nine Voices (Longwalker)



I commenti
 
IGOR madeyski@dacos.it 9 marzo 2002
Molti dei fan degli Yes più progressivi possono avere storto il naso dopo il primo ascolto di questo "The ladder". L'errore più diffuso è forse quello di voler paragonare un'album, a mio avviso buono, creato recentemente con qualsiasi album della produzione anni '70... E' semplicemente fuorviante, perchè la strumentazione è diversa, i tempi sono diversi, il contesto è diverso... Sarebbe più utile giudicare quest'album a prescindere da tutta la produzione precedente: per quanto mi riguarda si tratta di un album fresco, divertente, energetico, e parte del merito va anche alla stupenda copertina di Roger Dean, il quale ci presenta un altro dei suoi mondi incantati. In certi punti l'album risulta commerciale (Lightning Strikes), ma mai banale: le due "suite" Homeworld e "Nine voices" confermano una ritrovata vena creativa e un'ottima capacità strumentale. I testi sono inconfondibilmente magici e la produzione è all'altezza. Un album per tutte le stagioni. Voto 8


andy63 27 febbraio 2002
Bellissimo, secondo me, molto meglio di Magnification (2001).


FLA 20 dicembre 2001
Un 'altra riprova della grande musica targata YES, un gruppo formato da virtuosi dello strumento. Peccato che manca Tony Kaye.


ErikBlue 17 marzo 2001
Dopo anni di tentennamenti,
rispetto alla bella
reunion della fine degli
anni 80,ecco un album
Yes che profuma di Prog.
E' solo, haimé, una leggera
presenza, ma sufficiente
a restituire un po' di
speranza a noi estimatori
degli Yes.
Come non citare la dolcissima "Nine Voices", che
chiude l'album?


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