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STING
The Dream Of The Blue Turtles (Universal, 1985)
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recensione di Max Cavassa scrivi un'email


L'esordio solista dell'ex bassista dei Police si rivela lontano anni luce da tutte le cose fatte insieme ai vecchi compagni d'avventura; l'album è infatti immerso in una generale atmosfera jazzata, leggera e godibile, la quale sembra recuperare vecchie passioni dell'artista mai sopite (il primo gruppo di Sting, i Last Exit, era proprio una jazz band).

Ad aiutarlo in questa nuova fase della sua carriera troviamo partners d'eccezione: uno su tutti, Brandford Marsalis, affermatissimo sassofonista. E poi Omar Hakim alla batteria e Darryl Jones al basso (l'uomo che avrebbe sostituito Bill Wyman negli Stones…). Facile prevedere sonorità molto lievi ed aeree, frutto della superiore tecnica degli strumentisti; esempio lampante di questa trasformazione è "Shadows In the Rain", vecchio pezzo dei Police completamente stravolto e riammodernato.

Per quanto riguarda gli hits, un'ovvietà parlando di Sting, eccoveli qua: "If You Love Somebody Set Them Fee" (bellissimo soul, con un testo che contraddice le tematiche claustrofobiche di "Every Breath You Take"), "Russians" (c'era ancora la Guerra Fredda e qualche russo buono…), "Love Is the 7th Wave" (reggae un po’ troppo leggerino). Da aggiungere ai successi menzionati le due perle del disco: "Children's Crusade", meravigliosa ballad e la demodé "Moon Over Bourbon Street", notturna, jazzy e classiccheggiante allo stesso tempo, davvero di un'altra categoria.


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19 agosto 2001


Track list:

1. If You Love Somebody Set Them Free
2. Love Is the Seventh Wave
3. Russians
4. Children's Crusade
5. Shadows in the Rain
6. We Work the Black Seam
7. Consider Me Gone
8. The Dream of the Blue Turtles
9. Moon over Bourbon Street
10. Fortress Around Your Heart



I commenti
 
Ignazio 10 marzo 2002
Ciao sono Ignazio ho 17 anni e da sempre ascolto Sting.Penso che questo primo album sia fantastico per armonie , melodie e testi , per non parlare dei musicisti come il celebre Kenny Kirkland con quegli inconfondibili accordi.Secondo me pezzi come Over Borbon Street rappresentano il Jazz per definizione,e' un album intenso come Children 's Crusade .
E'un album che fa nascere un genere musicale nuovo difficilissimo da definire, avrei moltissimo altro da dire ma finisco.STING FOREVER



Elena 19 agosto 2001
Album d’esordio come solista dell’inglese di Newcastle dopo il divorzio dai Police. E dal temperamento dei Police Sting si distacca molto, a partire dai contenuti: il primo singolo, "If You Love Somebody Set Them Free", jazzato e brioso, e l’intenso "Fortress Around Your Heart", sono inni alla libertà e al rispetto, in antitesi con brani come "Every Breath You Take" o "Can’t Stand Losing You", da cui emerge il desiderio di sorvegliare, controllare un’altra persona. Tutto l’album è un manifesto delle libertà e dei diritti: da una "Love Is The Seventh Wave" con sfumature reggae, pezzo ispirato ad una leggenda degli aborigeni australiani e invito esplicito al pacifismo, alle solenni "Russians" e "Children’s Crusade", chiaramente dalla parte dei bambini. "We Work The Black Seam" è una difesa dei minatori inglesi, in sciopero contro il governo Thatcher. Atmosfere jazz caratterizzano i brani dai contenuti più "intimisti": "Consider Me Gone", congedo da una relazione ingombrante, in cui Sting tira in ballo Shakespeare (e non sarà la prima volta…), citando un verso del sonetto "No more be grieved at that which thou hast done"; "Moon Over Bouron Street", dalle atmosfere di New Orleans, in cui agli spunti jazz si intrecciano minuetti settecenteschi. Unico esplicito richiamo ai Police è "Shadows In The Rain", brano del 1980, omaggio frizzante ai trascorsi gloriosi della band.


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