Ahimè. Shara Worden è stata colpita
dal morbo dell’amico Sufjan Stevens: pubblicare,
pubblicare, pubblicare. Il risultato è
un disco di remix, questo “Tear it down”,
che giunge a soli sei mesi dal debutto, il bellissimo
“Bring
me the workhorse”. Se ne poteva fare
a meno? Certo. I fan ne possono fare a meno? Direi
di no. Le tredici nuove versioni (all’appello
manca solo “The Robin’s jar”)
sono un tour de force tra le varie facce dell’elettronica,
e quello dei remixer non è stato certo
un compito facile: quasi tutte prive di un supporto
ritmico importante, le canzoni di “Bring
me the workhorse” non sono facili da stravolgere
o da reinventare, con quelle strutture così
solidamente melò, ricche di quartetti d’archi
e di una voce virtuosistica.
Il meglio di “Tear it down”, inevitabilmente,
arriva quando intervengono i pezzi grossi: Alias
accarezza “Golden star” facendola
diventare la sintesi perfetta tra il suono anticon
e quello Morr; Lusine toglie a “Workhouse”
la sua patina ansiosa; Murcof, invece, si conferma
straordinario, costruendo intorno a “Draginfly”
un mondo di micro-suoni pur lasciando intatta
la linea vocale e melodica. Il resto non è
allo stesso livello di queste tre tracce: si salvano
una “Magic rabbit” trasfigurata in
un carillon graffiato da Alfred Brown, o la “Disappear”
(già inclusa nell’EP omonimo) che
plasma un trip-hop orchestrale attorno alle prodezze
vocali di Shara, ma poi tutto scolora in un sottofondo
poco personale.
Nota di demerito per le due versioni di “Freak
out”; in origine la più pjharveyana
delle tracce, qui viene letteralmente massacrata
dall’idea di trasformarla in una dancefloor
hit: Gold Chains la fa sembrare uno scarto infimo
dei 2 Many DJs, mentre Kenny Mitchell la imbastardisce
con trame sintetiche dei New Order più
dancey mischiate a insensate incursioni drum ‘n’
bass.
Insomma, non è questo il nuovo disco di
My Brightest Diamond che i fan avrebbero sperato,
eppure solo a loro possono interessare questi
remix; gli altri, partano pure dal bellissimo
– e snobbato, chissà perché
– “Bring me the workhouse”,
per sentire ben altre meraviglie.
collegamenti su MusiKàl!
My Brightest Diamond - Bring
Me The Workhorse
Sufjan Stevens - The
Avalanche
Sufjan Stevens - Illinois
New Order - Waiting
For The Sirens' Call