Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

AIR
Talkie Walkie (Source / Virgin, 2004)
segnala questa recensione 
di Corrado G. Trischitta scrivi un'email

La leggerezza è la sensazione finale che lascia questa ultima prova del duo formato da Nicolas Godin e Jean-Benoit Dunckel. Leggerezza connaturata al progetto Air a partire dalla denominazione stessa, potremmo aggiungere.

Era leggero ed etereo (e malgrado ciò sensualissimo) quel "Moon Safari" che, ben lungi dall'essere un disco d'avanguardia è diventato ormai un "must" d'ascolto-arredamento per i wine-bar più raffinati. Era a suo modo leggero anche "10.000 Hz Legend", malgrado una veste esteriore più cupa, più tendente alla sperimentazione, più "mentale" rispetto al famoso predecessore. Bene, erano due leggeri, ma grandissimi dischi.

E questo "Talkie Walkie"? Che dire di un'opera che si presenta così nel 2004, in un'epoca difficile quanto mai, dove sembra quasi naturale richiedere all'arte e dunque anche alla musica pop-rock, se non di essere "impegnata" tout court, almeno di rappresentare in qualche modo l'estrema confusione, la paura e il disagio dei nostri tempi? Che dire di un disco la cui prima traccia - "Venus" - è paradigmatica di una banalità dei contenuti letterari (Tu potresti venire da Venere/ Io potrei essere di Marte/ Staremmo insieme/ Amanti per sempre/) che caratterizza l'intero album?

"Cherry Blossom Girl" potrebbe sembrare allora il punto più basso di tale deprecabile tendenza al disimpegno assoluto. Si ascolta spesso alla radio, segno inequivocabile di popolarità, che spesso, sappiamo, fa rima con banalità. Sarà probabilmente la colonna sonora di tanti nuovi giovani amori, con quel dolce arpeggio ripetuto, le vocine accattivanti e quel flauto tenero e poetico. Bene, al recensore romanticone questa canzone piace.

Se volessimo tuttavia provare a prescindere dalle precedenti osservazioni, che implicano un giudizio su una precisa scelta estetica dei musicisti, potremmo renderci probabilmente conto di trovarci davanti ad un altro bel disco degli Air. Un conto è la scelta estetica cui accennavamo, un'altro è la riuscita del progetto. "Talkie Walkie" è un disco realizzato col cesello. Artigianato fine, che presuppone una dimestichezza con la materia musicale non comune. Le parole, pur banali, se vogliamo, dei due brani citati sono accompagnati da una musica finemente lavorata. Il pianoforte essenziale di "Venus" (Cosa ricorda? Un preludio di Debussy - quello dei due passi sulla neve - o "Music for film" di Eno?) si apre deliziosamente in un paesaggio elettronicamente malinconico.

L'elettronica di questi ultimi Air si accompagna all'uso di strumenti acustici in maniera mirabile, in un equilibrio che serve a garantire il raggiungimento dello scopo per i musicisti e l'ascoltatore: la leggerezza, da intendere finalmente in una accezione positiva. "Mike Mills" è un altro esempio di lavoro artigianale, in cui la tastiera, su un esile sottofondo ritmico (prego di ascoltare in cuffia l'esemplare apporto della chitarra acustica) intona una progressione di note che ricordano i Genesis di "Firth of Fifth"; ove tuttavia quest'ultimo sarebbe un grandioso affresco, gli Air intendono solo regalarci un soave paesaggio in acquerello. "Run" potrebbe essere una delle canzoni preferite da parte di chi non apprezzerà quasi per nulla il resto dell'album, avendo l'apparenza di un pezzo più "consistente". "Another Day" è il brano più vicino a "10.000 Hz Legend" nell'impostazione ritmica, armonica e vocale. Anche questo potrebbe sfuggire all'etichetta di "leggero", probabilmente.

Una traccia a parere di chi scrive un po' noiosa sembrerebbe probabilmente l'ultima, "Alone in Kyoto", in cui un certo esotismo orientale un po' da cartolina risulta abbastanza stucchevole. Sarebbe così, in effetti, senonché allo scoccare del minuto 3.30 il medesimo pezzo si trasforma per una quarantina di secondi in una bellissima serie di accordi alla Debussy che lasciano il posto al suono del mare e alla netta sensazione di aver ascoltato un bellissimo disco che verrà egualmente avversato e amato, probabilmente troppo semplice per essere veramente capito.


collegamenti su MusiKàl!
Air - 10.000 Hz Legend
Genesis -
le recensioni




8 marzo 2004


Track list:

1. Venus
2. Cherry Blossom Girl
3. Run
4. Universal Traveler
5. Mike Mills
6. Surfing On a Rocket
7. Another Day
8. Alpha Beta Gaga
9. Biological
10. Alone In Kyoto





I commenti
   
aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter