Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

THE VEILS
Sun Gangs (Rough Trade, 2009)
segnala questa recensione 
di Francesco Giordani scrivi un'email

Finalmente tornano a pubblicare nuova musica i Veils, formazione neozelandese dall’organico assai variabile, attualmente comprendente Sophia Burn, Dan Raishbrook e Henning Dietz, con il cantante e compositore Finn Andrews (come molti sanno figlio di Barry Andrews, per un certo periodo tastierista degli XTC e poi collaboratore occasionale di Brian Eno, Iggy Pop e Robert Fripp) a fare da baricentro gravitazionale più o meno stabile del gruppo. I Veils hanno finora faticato non poco a trovare un loro equilibrio, disperdendo le proprie ambizioni in due album in bilico tra tormento ed estasi, stritolati tra picchi di purezza disarmante e momenti di più torbido spaesamento e apatia che non hanno permesso alla band di catturare sulla pagina della loro musica quell’idea di bellezza ferita che avevano in testa e che in più occasioni ha finito con il travolgerli.

Il nuovo “Sun Gangs” purtroppo non sovverte appieno questa sensazione, alternando composizioni di una bellezza quasi insultante a brani decisamente più modesti, se non sbiaditi. È una collezione piuttosto eterogenea, un lunatico bouquet di colori e odori differenti, una divagazione di suoni che vanno a posarsi in luoghi non sempre così vicini. Se l’inizio, la ballata “Sit Down By The Fire”, è imperioso, anzi monumentale, un brivido che formicola sulla schiena, da inserire tra le realizzazioni più persuasive e riuscite di Andrews, già la seconda “Sun Gangs” si rattrappisce in un folk bisbigliato come una preghiera farfugliata a mezza bocca. E un po’ questo sarà il leit motiv dell’album, una trama di pieni e vuoti in alternanza, fuochi elettrici e ceneri acustiche. Le fonti del gruppo sono disparate e di alto lignaggio, da Red House Painters, Low e American Music Club fino a Tim Buckley e John Martyn, attraverso una musica tutta giocata sul filo lirico di emozioni senza filtro il cui sovraccarico non riesce tuttavia a ricomporsi sempre in una costruzione del tutto compiuta e leggibile, in un “canto” sicuro e continuo. La sulfurea “Larkspur” si addentra nelle regioni ferali di un inconscio ombroso e regressivo, graffiato da urli di chitarre persecutorie e senza pace, “The Letter” è una delle migliori canzoni che gruppi come Starsailor e Coldplay non hanno scritto e forse non scriveranno mai, “It Hits Deep”, una goccia di acido cloridrico sul cuore. Eppure l’album sprofonda in altri pezzi che cercano di giocare con sperimentazioni più ardite che allontanano la scrittura del gruppo dalla sua originaria nudità. Pezzi come “Killed By The Boom” non convincono, più vicini forse alla poetica nevrotica dei Placebo o dei Muse, e allo stesso modo “Three Sisters”, un’altra occasione sprecata, o “Scarecrow”, a tratti troppo “vuota”.

Alla fine e nonostante tutto, viene comunque voglia di consigliare questo disco, sicuramente incostante e troppo spesso autocontraddittorio, perchè quella dei Veils è comunque una musica, nel bene come nel male, basata sulla verità della vita vissuta che la riempie e plasma ad ogni accordo che lascia vibrare. Di voci come quella di Finn Andrew non si smetterà mai davvero di avere bisogno, qualsiasi cosa accada. Ed è già molto che continui a risuonare attraverso le sue nuove canzoni.

collegamenti su MusiKàl!
The Veils - Intervista (8-3-2010)
The Veils - Nux Vomica
XTC - Skylarking
XTC - Wasp Star
Low - Drums And Guns
Low - The Great Destroyer
Low - Trust
Low - Things We Lost In The Fire
American Music Club - The Golden Age
Starsailor - Love Is Here
Colplay - le recensioni
Patti Smith - Intervista (7-5-2005)
Placebo - le recensioni
Muse - le recensioni

 



11 maggio 2009


Track list:

1. Sit down by the fire
2. Sun gangs
3. The letter
4. Killed by the boom
5. It hits deep
6. Three sisters
7. The house she lived in
8. Scarecrow
9. Larkspur
10. Begin again



I commenti
 


aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter