Forse la ragione per cui "Summer Sun"
non suona come l'ennesimo grande disco dei Yo
La Tengo è solo che siamo diventati troppo
esigenti. Abituati a lavori come gli ultimi due
del gruppo di Hoboken, "I Can Hear My Heart
Beating As One" e "And
Then Nothing Turnes Itself Inside-Out",
non ci sappiamo più accontentare.
Fatto sta che ascoltate e riascoltate diverse
volte, queste tredici tracce lasciano la sensazione
di qualcosa di incompiuto. Nonostante la partenza
del disco, dopo l'introduzione di "Beach
Party Tonight", offra la solita deliziosa
canzone vellutata nella carriera del gruppo, "Little
Eyes", e un gioiello di pop melodico "Season
of the Shark". Ma è proprio tra questi
due pezzi che si intuisce quello che stona nel
disco. E' quell'atmosfera stanca, a tratti jazzata
di cui è fatta "Nothing But You and
Me", che dà più l'impressione
di un trucco fine a se stesso che di qualcosa
di davvero ispirato, portando inevitabilmente
alla noia.
E questo il tono che finisce per emergere
nella seconda metà del disco, in brani
come "Winter A-Go-Go", "How To
Baby Elephant Float" e "Moonrock Mambo".
Come se improvvisamente, dopo la dolcissima "Today
Is the Day" e la ballata notturna "Tiny
Birds", le idee si fossero improvvisamente
appannate. Così anche una melodia cristallina
come "Don't Have to Be So Sad" viene
appesantita da questa atmosfera e allo stesso
modo gli oltre dieci minuti di "Let's Be
Still" finiscono per essere estenuanti dopo
un inizio piacevole.
Nel complesso sfoggiando episodi eccellenti accanto
a momenti inconcludenti, "Summer Sun"
suona come un disco alterno e non completamente
riuscito, uno di quei lavori minori nella discografia
dei Yo La Tengo che paradossalmente ne riaffermano
la grandezza e che si finiscono comunque per apprezzare.
Magari anche solo perché riservano proprio
per la fine la sorpresa più dolce, ossia
una meravigliosa rilettura di "Take Care"
dei Big Star di Alex Chilton.
collegamenti su MusiKàl!
Yo La Tengo - And
Then Nothing Turned Itself Inside-Out
Yo La Tengo - Fakebook