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SUEDE - Concerto al Propaganda di Milano (6 dicembre 2002)

di Samantha Colombo

Tre anni di pausa per poi ricominciare, tre anni per ridestarsi e tornare ad elettrizzare i palchi europei: ecco cosa combinano ultimamente gli Suede. Tanto per rinfrescare la memoria ai più, quel gruppetto britannico che va a scuola da Bowie e Morrissey per poi dare a sua volta lezioni di stile a coloro che, nei primi Novanta, si azzuffano nel sacro nome del brit-pop.

Tre anni, appunto, di silenzi incerti e preoccupanti. Ma che hanno dato frutto ai nuovi suoni di "A New Morning", album definito da Brett Anderson e colleghi come svolta (e, in un certo senso, ritorno) verso sonorità decisamente più elettriche che elettroniche, verso un rock più puro ed immediato. Un rock melodico senza troppe bardature, che fa eco ai successi d'esordio dell'Lp "Suede", molto più che alla macchinosa raffinatezza d'arrangiamenti del penultimo "Head Music".

E queste dichiarazioni non sembrano essere smentite dall'apertura del live, con la nuova "Beautiful Loser", che avvolge da subito il Propaganda di Milano in quell'atmosfera intensa e frizzante propria della migliore musica d'oltremanica, quella che solo pochi anni fa veniva definita "di nicchia", ora semplicemente è un po' retro, un po' sbiadita… eppure sempre d'effetto, nell'incalzare veloce di basso e batteria su cui posano orecchiabili riff di chitarra.

"Lost In T.V.", sempre tratta dall'ultima creatura, è una delle poche tracce in cui sia presente, dal vivo, un arrangiamento di tastiera coinvolgente e nostalgico, diluito alla perfezione nella voce ruvida di Anderson e nelle chitarre di Richard Oakes: certo, i cinque avevano avvisato a questo proposito. Il risultato è un Alex Lee distante da sintetizzatori e affini, impiegato per la maggiore ad imbracciare chitarra elettrica ed acustica (una per volta): alcuni pezzi non possono che risentire di questo esperimento, specialmente quelli tratti da album quali "Coming Up" ed il già citato "Head Music". Sicuramente, però, ripescaggi più indietro nel tempo quali "Animal Nitrate" , "So Young" o "The Wild Ones", tratta dall'osannato "Dogman Star", ne guadagnano eccome, tornando all'originaria grinta.

In questo modo tutto si amalgama secondo il nuovo raffinato intento puristico-rockettaro della band, che può permettersi di lasciarsi andare dall'ultima hit "Positivity", riflesso di una certa rinascita più umana che musicale del gruppo, alla malinconica ballata "The 2 Of Us", eseguita con un Oakes perfettamente a suo agio alla tastiera.

Tra svolte, ritorni, rinascite, il cerchio sonoro della serata si chiude con una, nemmeno a dirlo, insolitamente elettrica "Beautiful Ones". E forse qualcosa gli Suede questa sera lo hanno proprio dimostrato: che si può rivivere senza necessariamente smentirsi, si può rinascere e rimettersi in gioco senza perdere le proprie radici. Beautiful.

collegamenti su MusiKàl!
The Smiths - The Smiths
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David Bowie - Diamond Dogs

 

11 dicembre 2002

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