Tre anni di pausa per poi ricominciare, tre anni
per ridestarsi e tornare ad elettrizzare i palchi
europei: ecco cosa combinano ultimamente gli Suede.
Tanto per rinfrescare la memoria ai più,
quel gruppetto britannico che va a scuola da Bowie
e Morrissey per poi dare a sua volta lezioni di
stile a coloro che, nei primi Novanta, si azzuffano
nel sacro nome del brit-pop.
Tre anni, appunto, di silenzi incerti e preoccupanti.
Ma che hanno dato frutto ai nuovi suoni di "A
New Morning", album definito da Brett Anderson
e colleghi come svolta (e, in un certo senso,
ritorno) verso sonorità decisamente più
elettriche che elettroniche, verso un rock più
puro ed immediato. Un rock melodico senza troppe
bardature, che fa eco ai successi d'esordio dell'Lp
"Suede", molto più che alla macchinosa
raffinatezza d'arrangiamenti del penultimo "Head
Music".
E queste dichiarazioni non sembrano essere smentite
dall'apertura del live, con la nuova "Beautiful
Loser", che avvolge da subito il Propaganda
di Milano in quell'atmosfera intensa e frizzante
propria della migliore musica d'oltremanica, quella
che solo pochi anni fa veniva definita "di
nicchia", ora semplicemente è un po'
retro, un po' sbiadita
eppure sempre d'effetto,
nell'incalzare veloce di basso e batteria su cui
posano orecchiabili riff di chitarra.
"Lost In T.V.", sempre tratta dall'ultima
creatura, è una delle poche tracce in cui
sia presente, dal vivo, un arrangiamento di tastiera
coinvolgente e nostalgico, diluito alla perfezione
nella voce ruvida di Anderson e nelle chitarre
di Richard Oakes: certo, i cinque avevano avvisato
a questo proposito. Il risultato è un Alex
Lee distante da sintetizzatori e affini, impiegato
per la maggiore ad imbracciare chitarra elettrica
ed acustica (una per volta): alcuni pezzi non
possono che risentire di questo esperimento, specialmente
quelli tratti da album quali "Coming Up"
ed il già citato "Head Music".
Sicuramente, però, ripescaggi più
indietro nel tempo quali "Animal Nitrate"
, "So Young" o "The Wild Ones",
tratta dall'osannato "Dogman Star",
ne guadagnano eccome, tornando all'originaria
grinta.
In questo modo tutto si amalgama secondo il nuovo
raffinato intento puristico-rockettaro della band,
che può permettersi di lasciarsi andare
dall'ultima hit "Positivity", riflesso
di una certa rinascita più umana che musicale
del gruppo, alla malinconica ballata "The
2 Of Us", eseguita con un Oakes perfettamente
a suo agio alla tastiera.
Tra svolte, ritorni, rinascite, il cerchio sonoro
della serata si chiude con una, nemmeno a dirlo,
insolitamente elettrica "Beautiful Ones".
E forse qualcosa gli Suede questa sera lo hanno
proprio dimostrato: che si può rivivere
senza necessariamente smentirsi, si può
rinascere e rimettersi in gioco senza perdere
le proprie radici. Beautiful.
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