Sembra
un po' di vivere uno di quei telefilm degli anni Settanta, quelli
dai colori accesi e dai ritmi irrequieti, quelli che si vedono
un po' sgranati attraverso lo schermo. Sembra che questi colori
e ritmi siano stati rubati alla loro dimensione per essere immersi
in un'essenza nuova, inusuale, sotterranea. Questo è
il primo lavoro dei Subsonica, cinque musicisti dalle esperienze
diverse che hanno incrociato le loro strade in una città
come Torino, città che di quella musica "sotterranea"
sa bene intendersi.
A farsi largo per primo nel traffico del mondo è il singolo
"Istantanee", con le sue linee d'archi ad addolcire
il ritmo sincopato delle batterie distorte. E non è reggae,
ma non è neppure semplice melodia. Così come "Cose
che non ho", uno dei singoli più popolari dell'album,
che del ritmo giamaicano è completamente avvolto, ma
pure impreziosito da organi (sì, organi e dunque?)
ed indurito da una chitarra che graffia.
E se ad alcuni può sembrare apparentemente bizzarro parlare
di organi, che dire di "Onde quadre", dove il cantante
Samuel filtra la propria voce
attraverso un megafono? Il suono è ancora costruito,
distrutto e poi di
nuovo deformato nell'eterea "Giungla nord" che presenta
nei battiti della
batteria il cuore caldo di una città di nebbia e cemento.
Metropoli che lancia una sfida nuova ogni giorno, metropoli
che è comunque rifugio e viene rievocata anche in "Nicotina
groove", sinuosa, impalpabile come l'aria fredda del mattino,
quando il pulsare frenetico di una nottata ai Murazzi si spegne
in un dolce limbo boreale. L'atmosfera è opera del tastierista
ed addetto ai campionamenti Boosta, così come quella
di "Funkstar", la quale prende proprio spunto dalla
storia del dj.
Vecchi brani scritti in precedenza riprendono vita, acquistano
nuove vesti
dopo essere stati filtrati tra drum'n'bass e ritmi dispari,
cosa che accade
ad esempio per "Momenti di noia" e "Preso blu",
quest'ultimo composto dal chitarrista C-Max per il precedente
gruppo, gli Africa Unite. Di tempi
dispari si parla invece ancora in "Velociraptor",
primo pezzo in assoluto
sperimentato dai cinque, che rivela in modo lampante la meticolosità
del
batterista Ninja nel svolgere le proprie mansioni, la sua perfetta
intesa
con la silenziosa figura di Pierfunk, addetto al basso.
Ma lo spirito di squadra subsonico non esclude le collaborazioni.
"Come se", pezzo di apertura ispirato alla vita carceraria
(dal vivo sempre dedicato a Silvia Baraldini) nasce in collaborazione
con il poeta Luca Ragagnin, amico della band. "Non identificato"
non è da meno ed ospita Roy, trombettista dei Mau Mau
e Fabio Gurian al sassofono ed agli arrangiamenti, mentre la
musica scorre ispirata a vecchi telefilm di fantascienza. Sì,
il campionamento iniziale arriva direttamente da "Ufo".
Il cerchio si chiude, torniamo a quelle atmosfere iniziali di
anni Settanta,
un po' riscaldate dal sole delle spiagge giamaicane, un po'
condite dalle
apparenti stranezze di chi farebbe di tutto alle corde della
propria
chitarra per ottenere il giusto sound. "Radioestensioni"
è forse il pezzo
più famoso del disco per la sua orecchiabilità,
ma nel profondo tutto questo cammino lo tiene ben stretto. Il
cammino di un suono nuovo, un suono nuovo che scorre nelle profondità
per risalire pian piano, avvincerti e non lasciarti più
nella banalità dello scontato.
(8
marzo 2001)
Track
list:
-
Come se
- Istantanee
- Non identificato
- Onde quadre
- Radioestensioni
- Momenti di noia
- Giungla nord
- Cose che non ho
- Preso blu
- Funk star
- Velociraptor
- Nicotina groove
I
commenti
Benedetto
15 maggio 2002 Patava,
devo dirti una cosa: è vero, siamo
nel 2002, ma volevo
chiederti una cosa: conosci per caso un gruppo
moderno che possa essere
considerato "il" gruppo?I beatles
sono considerati dei geni perchè hanno
creato un genere musicale, lo hanno stravolto,plasmato
lo hanno trasformato
in Arte.Non sono grandi perchè, come
dici tu, rappresentavano gli Hippy e
hanno creato la psichedelia (peraltro non
è assolutamente vero).E comunque
questi commenti sono stati detti da un quattordicenne.
maril976 19 aprile 2002
samuel...sei
uno zucchero!!!
paolo soniko 30 marzo 2001
un
album super, da un primo ascolto può
sembrare poco soddisfacente, ma appena lo
si ascolta una seconda volta, si riesce a
gustarlo appieno. Riesce a mettere in risalto
l'essenza della vera musica!