Ogni due anni, i Calla pubblicano un album. Nel
corso della loro carriera non hanno mai scelto
la soluzione più semplice, hanno sempre
cercato di non appiattirsi, di non ripetersi,
magari sbandando un po’, magari dando alla
luce veri capolavori come "Scavengers"
e "Televise".
Ogni album ha rappresentato un passo in una direzione
diversa. Perciò, fa un po’ effetto
trovarsi a definire questo loro nuovo "Strength
in numbers" "normale", eppure lo
scarto tra il precedente "Collisions"
e questa nuova fatica del trio guidato da Aurelio
Valle è minimo. Sempre più distanti,
a quanto pare, i tempi in cui ogni pezzo era un
episodio a sé, che partiva in un modo per
terminare su territori completamente diversi:
struttura e semplicità ora la fanno da
padrone, niente più scomposizione né
frammentazione degli elementi musicali. In "Strength
in numbers" basta un giro di chitarra, in
questo caso più acustica che elettrica,
a dar vita a una canzone fatta e finita. Questo
non vuol dire che non ce ne siano di meritevoli,
anzi: gli accordi di "Defenses down"
sono pienamente calliani, "Stand paralyzed"
è tanto inusuale nella sua brevità
quanto fascinosa, il drumming di "Malicious
manner" la rende atipica e vorticosa. Tuttavia,
il disco lascia alquanto insoddisfatti in generale,
a causa di una sorta di (apparente) abbassamento
di ambizioni da parte del gruppo texano.
La sensazione è che con "Strength
in numbers" i Calla abbiano osato meno di
quanto erano soliti fare. Ma un disco non molto
originale dei Calla rimane comunque un disco singolare.
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Calla - Collisions