Partiamo da un luogo comune: si pensa che l'artista
che decide di pubblicare un album di sole cover
sia artisticamente a secco, privo di idee, a corto
di ispirazione. Forse. Una cosa è certa:
chi intraprende un progetto artistico di questo
genere o crea un capolavoro o rischia di andare
incontro ad una clamorosa cantonata. Quest'ultima
ipotesi sembra purtroppo riguardare il disco di
Tori Amos "Strange Little Girls", disco
decisamente palloso, buono forse solo per i fans
irriducibili della cantautrice americana.
Rispolveriamo un altro luogo comune, questa volta
inconfutabile: l'artista/compositore che si dedica
ad una cover non presta solo la propria voce ed
il proprio strumento, ma anche tutta la propria
anima, infondendo ai brani qualcosa che faccia
dire all'ascoltatore: "Sì, so che
questo brano è di , però se
non lo sapessi direi che è proprio una
canzone di ". Tori Amos ha tenuto ben
a mente questo dogma, e così si è
divertita a stravolgere allegramente canzoni più
o meno conosciute di illustri colleghi (rigorosamente
uomini), forgiandole, a quanto sembra, a propria
immagine e somiglianza. Purtroppo chi ascolta
non sempre può intuire siffatto godimento
intellettuale. I brani vengono ricoperti completamente
da una patina di esagerato intimismo tendente
al tragico, rendendo il disco irrimediabilmente
piatto. E così, passare dai Depeche Mode
a Neil Young,
dai Velvet Underground agli Slayer, diventa una
passeggiata, una lunga e noiosa passeggiata attraverso
una pianura tutta uguale.
Il progetto nasce pretenzioso: interpretare canzoni
maschili con il cuore di una donna, anzi, con
il cuore di 13 donne differenti, come testimonia
il booklet del CD, in cui la nostra veste i panni
di diversi esemplari femminili. A questo punto,
i brani assumono forme e sembianze inedite e,
purtroppo, non sempre riuscite. La tendenza è
verso il minimalismo estremo, che fa tanto sofisticato
e ricercato. La canzone d'apertura, "New
Age" dei Velvet Underground, viene sostenuta
da un tenue piano elettrico vibrato su cui Tori
Amos, dalla voce indiscutibilmente virtuosa, interpreta
il brano con invidiabile sensualità. "Enjoy
The Silence" dei Depeche Mode viene letteralmente
denudata, ricoperta in maniera imbarazzante solo
da un velo di pianoforte ubriaco. Stesso destino
tocca a "I'm Not In Love" dei 10cc;
un tempo irrinunciabile "must" delle
compilation romantiche, oggi per mano di Tori
Amos diventa un buon sonnifero, magari da rivoltare
contro maschietti eccessivamente ringalluzziti.
Pochi e timidi guizzi di gioia traspaiono da questo
disco; la title track, degli Stranglers, ridona
temporaneamente vivacità ad un'atmosfera
di totale calma piatta.
Naturalmente da una parte si toglie e dall'altra
si aggiunge. "Happiness Is A Warm Gun",
splendida canzone del Lennon dei tempi dell'Album
Bianco, viene stravolta nella sua semplicità
e diluita in dieci minuti di armonie fisse, voci
fuori campo e chitarre impazzite.
Ovviamente non si vanno a criticare le soluzioni
stilistiche e o le scelte artistiche; ciò
che infastidisce è l'estrema piattezza
di questo lavoro che annoia e non convince. A
nulla giova la presenza di illustri musicisti
che affiancano Tori Amos in questo disco; uno
su tutti: Adrian Belew, chitarrista dei King
Crimson, abituato a ben altri tipi di sperimentazione.
In sostanza, questo "Strange Little Girls"
è riservato esclusivamente ai fans più
accaniti, ed anche a questi è vivamente
consigliato di non ascoltarlo in automobile; c'è
il rischio di clamorosi ed inaspettati colpi di
sonno.
1.
New Age
2. 97' Bonnie & Clyde
3. Strange Little Girl
4. Enjoy The Silence
5. I'm Not In Love
6. Rattlesnakes
7. Time
8. Heart Of Gold
9. I Don't Like Mondays
10. Happiness Is A Warm Gun
11. Raining Blood
12. Real Men
I
commenti
luisaelena 7 agosto 2002
del
tutto d'accordo con chiara.. man mano che
leggevo sentivo lo slancio iniziale di felicità,
di aver trovato questo disco, anche qui, avvizzirsi
sempre più.. le parole fredde e impietose
hanno demolito tutta l'emozione che la musica
trasmette, a tutti indistintamente, anche
ai prevenuti..
e se si provasse a slegare la canzone dal
suo background, per assaporarla fino all'ultima
vibrazione?
pare che in questo sito difficilmente una
canzone o un autore abbia una personalità,
ma solo un mix di rifacimenti e influenze
e copie. squallido.
T1000 27 marzo 2002
Ieri
sera dopo cena,
ero ancora a tavola,
nall'attesa di farmi un
bel cafferino e mentre
sorseggiavo del buon
porto bianco,
rigorosamente bianco e
freddo,
all'improvviso mi accorsi di un brano che
stavano
trasmettendo alla radio.
Era un pezzo che non avevo mai sentito
eppure lo conoscevo!
Ma sì è,è.... é
dei Depeche.
Me lo sono gustato fino all'ultima nota,
come il mio porto fino all'ultima goccia e
poi via
a cercare di scoprire il nome e la cantante.
Oggi ho ripreso una raccolta dei D.M. e ho
scoperto il titolo,
poi su internet sono approdato rapidamente
a
questo sito e grazie alla recensione ho scoperto
di chi é
quella magnifica voce: Tori Amos.
Caro Matteo, grazie per essere stato così
d'aiuto nella mia ricerca.
Oggi stesso andrò a comprare il cd.
Purtroppo nelle tue parole non ho trovato
le emozioni che quel brano mi ha dato.
E mi dispiace tanto per te.
Hai avuto una gioia in meno nella vita.
Buona Santa Pasqua a tutti i leggenti.
Chiara 11 novembre 2001
Per
caso,chi ha scritto la recensione del nuovo
cd di Tori Amos,ha
mai ascoltato per sbaglio qualche altro suo
lavoro?Ha,per caso,in mente la
biografia e l'evoluzione sonora di questa
cantante?Certo le canzoni sono
stravolte perchè questa è lei.Sarebbe
stato più corretto scrivere che la
cantautrice in sè, non piace al soggetto
scrivente...che il suo modo di fare
musica lo annoia.Almeno si sarebbe risparmiato
di ostentare delle conoscenze
che non ha.