Magma, calore ribollente e pericoloso: è
un’immagine di banalità terribile,
ma è quella che meglio si adatta a raccontare
i catanesi Uzeda; basta lo stridore della chitarra
che apre “Wailing”, mentre il basso
inizia a rimbalzare nel ventre, per dare il via
a una colata di abrasioni libere, senza forma
apparente, oscure immagini di cantastorie deviati.
Eppure, avere questo “Stella” tra
le mani è una gioia intensa: gli otto anni
che lo separano da “Different section wires”
hanno visto la parola “fine” scritta
a matita sul foglio degli Uzeda, e invece la band
è riapparsa al massimo dello splendore.
Il tempo non sembra passato, nemmeno per un secondo,
ed è questo il maggior pregio – e
il peggior limite – di “Stella”;
li hanno definiti a lungo gli Shellac italiani,
e per gli Uzeda il suono da seguire resta quello:
un fluire liberato da ogni struttura, dove la
chitarra ha il compito di stridere più
che di indicare melodie, il basso non si limita
a riempire i vuoti ma satura in maniera ansiosa
ogni spazio, la batteria percuote lenta e furiosa
e la voce, quella voce da bambina angosciata,
vaga nel caos, tratteggiando immagini da sogno
impazzito.
Serve meno di mezz’ora, agli Uzeda, per
restituirci un suono che abbiamo amato alla follia:
l’impennarsi pauroso del lamento di “Wailing”,
il percuotere furibondo di “What I meant
when I called your name”, l’assottigliarsi
fino al limite di “Time below zero”
e il continuo soffocare la melodia di “Steam,
rain and other stuff” sono solo alcuni dei
momenti alti di un disco prezioso, grezzo, fatto
di nulla e profondamente urticante, proprio come
le meduse che popolano lo splendido artwork. Resta
solo un mistero: come è possibile che,
nonostante le Peel Sessions, i dischi marchiati
Touch and Go (che ha scelto proprio l’uscita
di “Stella” per festeggiare il proprio
venticinquesimo anniversario) e le produzioni
di Steve Albini, si siano accorti in pochi che
gli Uzeda erano - e restano - il miglior gruppo
italiano?
collegamenti su MusiKàl!
Shellac + Three Second Kiss - Concerto
all'Estragon (Bologna)
Bellini - Intervista
(19-12-2005)
Bellini - Small
Stones