Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

DEADBURGER
S.t.0.r.1.e (Wot4, 2003)
segnala questa recensione 
di Raffaele Meale scrivi un'email

Viviamo in un'epoca di contaminazioni, di riciclaggi, di filtri tesi a purificare (o a scolorire?) i nostri pensieri. Quello che i Deadburger presentano è un collage di storie, anzi di S.t.0.r.1.e. come appare il titolo dell'album, con lo zero e l'uno - il principio? - a spiccare al di sopra delle normali lettere. Storie di colonizzazione, mentale e soprattutto sociale, storie che mettono l'accento, crudelmente, sulle ambiguità di quella che ci ostiniamo a considerare "civiltà".

Musicalmente il quartetto, che sia avvale in studio di collaborazioni di peso come gli archi presi a prestito dai Quintorigo e l'ex Scisma Paolo Benvegnù che regala la sua voce in "Santo elettrone" e "Luce" (dove si diletta anche alla chitarra), pratica una sorta di studio della contaminazione: testi che subiscono il fascino del cantautorato, riflessi rock, strumentazione eccentrica (wurlitzer, hammond, archi, tromba) e pulsazioni elettroniche e addirittura scratch. Insomma, un bailamme musicale che cerca di far confluire al suo interno tutte le aritmie paranoiche della società contemporanea. Riuscendoci solo in parte però: di ottimo livello l'esordio dell'album, assegnato a "110 giorni", che dopo una stasi iniziale quasi psichedelica - intelligente la base percussiva - si ferma sulla frase "è tempo di cambiare" per acquistare ansia mentre in sottofondo i loops anticipano l'esplosione del falso ritornello pronto a richiudersi sulla ritmica iniziale, stavolta scandita dal synt e dalle urla di Simone Tilli.

Anche "Electroplasmi" mostra soluzioni non scontate, grazie ad una programmazione elettronica avvolgente che ben si sposa con il contrabbasso di Nicola Vernuccio; una canzone quasi sussurrata, che acquisterebbe un'aria vagamente jazzy nel ritornello se non fosse per quei rumori e lo scratch di sottofondo. Una scelta sonora che convince per la capacità di fondere gli elementi senza sprecarli o banalizzarli - rischio enorme quando si ha a che fare con derivazioni musicali così antitetiche fra loro -.

Purtroppo l'album non è tutto qui, e bisogna venire a fare i conti con brani scontati e mediocri come "Etere" che gioca male le sue carte sembrando una stanca reiterazione di una certa scena rock italiana che ha esaurito, ma forse aveva esaurito da subito, le sue intuizioni. Divertente la struttura di "Santo Elettrone", elettronica industriale, contorcimenti, voci impazzite (da applausi il coretto in falsetto che allegramente afferma "neurorimozione direzionale"), anche se i rumorismi finali appaiono più lo spettro di un suono amato che la reale necessità del pezzo.

Il gioco rischia di farsi realmente ripetitivo in "Topi" dove il timore del già sentito è parzialmente salvato dalla tromba di Roy Paci. Lo stesso compito è affidato in "Ricambi" all'arrangiamento degli archi suonati da Andrea e Gionata Costa, i quali si mescolano alla tessitura elettronica creando un magma sonoro che, in un'atmosfera stressata e angosciosa, può addirittura far affiorare spunti orientaleggianti. La band fiorentina dimostra, negli episodi più riusciti, una maturità invidiabile, frutto sicuramente dell'esperienza (i Deadburger sono sulla piazza da anni); una maturità che gli permette di giocare con la tessitura musicale fino a renderla quasi impalpabile.

Si ha però la sensazione che i 14 brani scelti per quest'album siano realmente troppi - molti gli apparenti tappabuchi, come "Suture" e la già citata "Topi" - e che a volte Alessandro Casini, Vittorio Nistri, Simone Tilli e Silvio Brambilla siano succubi di un bambinesco desiderio di citazionismo (come leggere altrimenti la ripresa di "Santo Elettrone (parte 2)"?).

Peccato, perché senza queste piccole sbavature ci troveremmo davanti ad un gran bell'album, ben suonato e soprattutto ben pensato - il che è cosa non proprio così ovvia -. Un album che ha in sé i potenziali di un futuro di prestigio e che, a parte alcuni dei brani già citati, ha una piccola perla luminosa: i due minuti e mezzo di "Quei bravi ragazzi", dove finalmente i quattro mettono in pratica la serialità che sulla carta viene citata spesso e volentieri - basti pensare all'aneddoto di Andy Warhol sull'ultima pagina del libretto -.


collegamenti su MusiKàl!
Quintorigo - Grigio
Scisma - The Last Waltz (Concerto a Firenze)



25 settembre 2003


Track list:

1. 110 giorni
2. Electroplasmi
3. Etere
4. Santo Elettrone
5. Topi
6. Ricambi
7. Luce
8. Quei bravi ragazzi
9. Suture
10. Bruciando il piccolo padre
11. Autodistorsione
12. Santo Elettrone (parte 2)
13. Messaggio in codice
14. Listino prezzi



I commenti
 


aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter