di Fabrizio
Roych

Sono cose che non fanno bene alla musica. Ai
Sud Sound System
non si chiedeva molto. Tra il loro pubblico, alla
Festa dell'Unità nella Bologna che li ha
cresciuti, si poteva sperare in qualcosa di simile
ai fasti del Livello 57. Si doveva sperare, e
pretendere. Vabbe' che non c'era biglietto, si
entrava gratis, ma non basta proprio. Il concerto
si è tenuto nel grosso tendone dell'Estragon,
più una pista da ballo che un'arena da
concerto. E allora audio pessimo e atmosfera soffocante,
ma che vuoi, è pure gratis! D'accordo,
si passa sopra a dettagli come questo, per i Sud
Sound System. Chi aveva già assistito a
qualche concerto dei ragazzi del Salento, ricorderà
come gli album fossero un optional. Ne hanno fatti,
ma il loro posto è (era?) sopra un palco
a far ballare la gente. Chi conosceva quei Sud
Sound ieri non li avrà certo ritrovati.
E' stato deprimente, specie all'inizio, con i
pezzi del nuovo album. Agghiacciante, il nuovo
album. Passato reggae, hip hop e ragamuffin, l'evoluzione
è stata una specie di surrogato di Alma
Megretta. Poco reggae e molti coretti melodici
che li facevano assomigliare ai migliori Neri
Per Caso. Ma con i Neri Per Caso i Sud Sound System
non hanno mai avuto a che fare...
Il concerto. Un po' di ritardo, doveroso. Dentro
al tendone dell'Estragon l'ambiente è ben
curato. Ricorda, ripuliti, i casermoni del Livello
57. E sul palco, celeste visione, nessuno strumento.
Da una parte il dat con le basi, dall'altra il
dj ai piatti. E' bella l'attesa, con queste premesse.
Il dj dei Sud intrattiene, fino all'entrata dei
quattro front-man. Il pezzo d'accoglienza è
floppo, ma sul tappeto di cemento siamo tutti
un salto. C'è uno spinello ogni due abitanti,
tanto fumo, qualche cane a gironzolare per il
tendone, euforia quanto basta per lasciar stare
che i grandi Sud Sound System hanno fatto un'entrata
alla Pooh, in mezzo alla nebbia artificiale in
un tripudio di luci psichedeliche. Okay, poche
storie. Il clima, l'attesa, il reggae nascondono
simili acide visioni. Ma il clima dura poco. Per
la prima parte del concerto ci tocca solo l'ultimo
album ("Reggae Party", 1999). Un po'
si balla, si partecipa entusiasti, ma molti del
pubblico si avvicinano all'uscita. E' troppo.
Anche il vostro affezionato redattore stava per
cedere. Ho già detto perché, no?
I Neri per Caso, o qualcosa di simile. Poco coinvolgimento,
poca personalità. Eppure non è stato
sempre così. Dov'è finito il flow
di qualche annetto fa? Non molto in là,
a dire il vero. Sono quasi fuori, quando incominciano
i vecchi pezzi, dei primi due album. Decido di
stare ancora un po' e in effetti le cose cambiano.
Poco, perché loro, ancora, hanno perso
il flow. Che peccato.
Mi sentivo più triste che annoiato. C'è
poca consolazione, a ritrovare i cd a casa. I
Sud Sound System sono nati sul palco, le incisioni
sono un'approssimazione dell'energia che erano
capaci di irradiare dal vivo. Anche se pare siano
rimaste solo quelle... Spero si sia trattato di
un calo passeggero. Io non li sentivo in concerto
da un paio d'anni, non so come siano messi, oggi.
Il concerto di Bologna è stato comunque
frustrante. Non hanno concesso bis. Il pubblico,
quello rimasto, a chiamarli sul palco finché
l'Estragon si trasforma in discoteca. Parte la
musica, si illumina la pista e addio ai Sud.
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15
settembre 2000 |