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SPIRITUALIZED
Ladies & Gentlemen We Are Floating In Space (Londra) (12 ottobre 2009)
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di Daniele Boselli scrivi un'email

foto Stefan De Batselier

Certe occasioni nascono speciali e non serve la benedizione del tempo a collocarle per sempre nell’albo dei ‘classici’. Non è nemmeno necessario dilungarsi sulla rilevanza del disco in questione, o sul perché un evento del genere andasse prenotato con più di sei mesi d’anticipo e con una rapidità da record del mondo. Appuntamenti come questo esercitano un richiamo particolare per chi ha a cuore una certa musica e la possibilità assistere dal vivo alla riproposizione per intero di una pietra miliare della storia del rock si presentava quindi imprescindibile. Lunedì 12 Ottobre non è andato solo in scena un concerto: chi era seduto sulle poltroncine della Royal Festival Hall - auditorium dall’acustica straordinaria che bacia il Tamigi sulla sponda opposta a Charing Cross - ha vissuto una vera e propria esperienza, tanto è stato forte il coinvolgimento spirituale.

Spiritualized

Palchi e platea non sono ancora gremiti a una decina di minuti dall’inizio: i britannici amano prendersi il loro tempo e non c’è occasione migliore per bere una birra che non affacciati sulle terrazze a più livelli, da cui si gode una suggestiva vista serale sulla capitale. L’autunno non sfoggia ancora i suoi colori migliori ma neppure quelle temperature prossime alla stagione fredda che ci si aspetterebbe, consentendo dunque di godere appieno degli ultimi momenti di relax prima dell’inizio. La chiamata arriva impeccabile alle 8.30, quando le luci si abbassano e la sala ha ormai esaurito in gran fretta i posti a sedere. Sul palco fa il suo ingresso il corposo accompagnamento di musicisti distribuiti tra fiati, archi e coro gospel per un totale di circa trenta elementi. Poco dopo, seguita da Jason Pierce in completo bianco come consuetudine e accolta da applausi fragorosi, la band prende posto e si prepara al lancio nello spazio. Il fondale si accende di centinaia di puntini luminosi ad assumere i connotati della volta stellata e l’atmosfera della title track cala inesorabile, trascinando subito in uno stato di trance che non ti abbandona neanche durante i momenti di estasi chitarristica. Mr Spaceman si cala alla perfezione nelle sue liriche malinconiche e sposa le raffinate esecuzioni vocali delle dive dietro di lui, il tutto in un crescendo di epos che offre la misura della grandiosità dell’opera. A differenza dell’Acoustic Mainlines tour, dove una manciata di strumenti offrivano lo stretto supporto necessario alla nuda voce del nostro, qui emerge l’importanza di ogni singolo elemento sul palco, contributo insostituibile al vasto tappeto sonoro su cui è costruita ciascuna composizione. L’effetto è di grande impatto e quando la canzone decolla si ha l’effettiva sensazione di essere sollevati dal posto mentre Jason, dietro agli occhiali da sole, prende in prestito le parole di Elvis per dichiarare a sé stesso e ai fedeli l’incapacità di smettere di amare. Seppur preventivata, una partenza del genere stende immediatamente per la carica emotiva che irradia e solo alla fine ti rendi conto di quanto sia lacerante.

Spiritualized

“Come Together” deflagra secca attraverso la miscela di chitarre e tastiere ma è evidente come questa cornice si presti per far risaltare in particolar modo i momenti introspettivi e le trame psichedeliche/dilatate dei pezzi, quelli che ai concerti ‘standard’ sembrano quasi messi lì per rifiatare (nonostante la qualità). “I Think I’m In Love” resetta infatti il noise per creare un’atmosfera inizialmente da funzione religiosa e in seconda battuta da viaggio: il duetto tra Jason e il coro lascia a bocca aperta tanto suona coeso e ‘sentito’, e quando la chitarra disegna il riff spaziale il cerchio si chiude magistralmente. “All Of My Thoughts” scivola via senza sbavature ma - personalmente - senza quel coinvolgimento che meriterebbe, per colpa del pensiero martellante rivolto alla quinta canzone in scaletta, vale a dire quella gemma chiamata ”Stay With Me”. Pezzo dal climax assolutamente devastante, dal vivo è ancora più penetrante di come la si immagina: dolorosa nelle parole e nell’incedere ma allo stesso tempo portatrice di quella funzione liberatoria che permea tutto il disco, in perenne equilibrio sul filo. Una delle dichiarazioni d’amore più belle e struggenti mai scritte che cementa la consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa di veramente indimenticabile. La più attesa del lotto finisce per essere anche il pezzo della serata. Che, fortunatamente, aveva però ancora parecchie carte da offrire. In primis, le sferragliate acide di “Electricity” che graffiano come nello storico live alla Royal Albert Hall di dodici anni fa, fino a sforare nella cacofonia più totale. Lo spleen senza fine di “Broken Heart” che ti fa cadere addosso tutto il peso di un mondo opprimente e privo di luce apparente. La purificazione dei lunghi minuti dell’eterna “Cool Waves”, con l’ennesima performance da applausi di tutte le cantanti gospel sempre più in alto con la voce.

Spiritualized

A questo punto tutto ha acquisito un’altra prospettiva e i venti minuti finali di “Cop Shoot Cop” lasciano storditi e impossibilitati a realizzare pienamente quello che sta succedendo: ondate su ondate di rumore infernale e violento, eppure si resta come sordi mentre il caos sembra voler lavare via tutto il malessere vissuto fino a poco prima. Ma è qualcosa di alienante che ti tiene lontano, e quando la platea si alza per la standing ovation a tutti i bravissimi musicisti quasi non sembra che sia già stata superata l’ora e mezza. C’è ancora spazio perché le note di “Out Of Sight” risuonino nella notte londinese, allungate come molti altri pezzi rivisitati in precedenza. Forse non ce n’era nemmeno bisogno, forse nessuno si sarebbe lamentato. Una seconda ovazione e poi è davvero finita.

Non restano molte parole dopo un’esperienza così profonda e neppure le luci riescono a far svanire la forza di quello che si è passato. Si lascia la sala che si svuota realizzando di aver vissuto su un’altra galassia per due ore, e di aver vissuto qualcosa di importante. Ma fino al risveglio ci sentiremo tutti un po’ più soli.

Spiritualized

(foto: A.Cooney; www.bruciebonus.com)

 

collegamenti su MusiKàl!
Spiritualized - Concerto al Kulturbolaget (Malmö)
Spiritualized - Songs In A & E

 



29 ottobre 2009




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