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MAN OR ASTRO MAN?
Spectrum Of Infinite Scale (Touch & Go, 2000)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

Man Or Astro Man? - Spectrum Of Infinite Scale

Forse non si può parlare di "easy listening", ma è certo che gruppi come Man or Astro Man? pare che si stiano dirigendo verso una "decanzonizzazione" della canzone, una sorta di smitizzazione del brano musicale, inteso tradizionalmente come discorso coerente e completo, trasformato in pura atmosfera, "groove".
Questo "Spectrum of Infinite Scale" sembra andare oltre i riff surf superriverberati degli album precedenti; le chitarre si fanno più dure, la batteria più pesante e profonda, e l'ultimo legame con il genere umano, la voce, scompare totalmente. Certo questo disco ha la capacità di spiazzare l'ascoltatore per il suo impatto diretto e per la sua sostanziale semplicità strumentale; molti gli oscuri suoni di provenienza ignota, molti i tritissimi cliché delle voci fuori campo, volti ad imbastire questo pretenzioso discorso ipertecnologico, ma ciò che rimane al di là di tutto è una piacevolissima sequenza di momenti musicali, in bilico tra uno speed rock suonato con l'entusiasmo di una band di ragazzini incazzati ("Song of the Two-Mile Linear Particle Accelerator…" è uno dei più riusciti esempi in questo senso) e un pre-beatlesiano surf che fa tanto Martini (come "Within One Universe There Are Millions" o "Obligatory Part Song 2…"), il tutto elaborato con un piglio decisamente accattivante. E se fino a questo momento abbiamo trovato a tratti scomoda l'ostentazione di mostrarsi "cyber" a tutti i costi, ci inchiniamo di fronte a quello che rappresenta un monumento del feticismo uomo-macchina: "A Simple Text File" è un brano costituito esclusivamente dal rumore di una stampante ad aghi, modulato in modo tale da produrre vera e propria melodia.
"A Spectrum of Infinite Scale" è un album decisamente interessante. Nonostante le sonorità futuristiche, i tentativi rumoristi (come la conclusiva "Multi-Variational Stimuli Of Sub-Turgid…", autentico carnevale cacofonico che nulla aggiunge e nulla toglie al discorso complessivo) e l'idea di canzone presa ad accettate, paradossalmente questo lavoro ha qualcosa di genuino ed immediato; ciò lo colloca irrimediabilmente nel filone del rock più classico.



15 novembre 2000


Track list:


- Pathway To The Infinite
- Song Of The Two-Mile Linear Particle Acelerator Stanford University, Satnford, California
- Preparation Clont
- Curious Construncts Of Stem-Like Devices Which Now Prepare Themselves To Be Thought Of As Fingers
- Un Espectro Sem Escala
- Many Pieces Of Fuzzy Mammals Gathered Together At A Rave And Schmoozing With A Brick
- Trapezoid
- Very Subtle Elevators
- Within One Universe There Are Millions
- Spectrograph Reading Of The Varying Phantom Frequencies Of Chronic, Incurable Tinnitus
- A Simple Text File
- Obligatory Part 2 Song In Which There Isno Presently Existing Part 1, Nor The Plans To Make One
- Multivariational Stimuli Of Sub-Turgid Foci Covering Cross Evaluative Techniques For Cognitive Analysis Of Hypersignificant Graph Peaks Following Those Intersubjective Modules Having Biodegradable Seepage



I commenti
 
ute 5 novembre 2001
Mah....!!
(?_?)



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