Ecco quello che si chiama un evento, nel senso pieno del termine:
Ray Charles, The Genius in coppia con uno dei più grandi
vibrafonisti moderni, Milt Jackson. Non poteva che risultarne
un grande capolavoro, come succede solo con gli incontri tra
grandi personalità. Completano il gruppo musicisti del
calibro di Oscar Pettiford (che ha suonato nellorchestra
di Dizzy Gillespie), Connie Kay del Modern Jazz Quartet e Billy
Mitchell, esponente di punta del "Detroit Sound".
Il doppio cd è stato registrato a New York tra il 1957 e il 1958, e
rende perfettamente latmosfera del felice incontro che lo ha prodotto:
un evento raro, che ha portato musicisti grandissimi a condividere lo stesso
spirito, lo stesso soul. E forse anche una sorta di rivincita, un ritorno di
Ray Charles al jazz dopo i successi più commerciali; ne è uno
splendido esempio la rilettura di "Hallelujah I Love Her So", storico
successo di Ray Charles: il rhythm & blues originale è riarrangiato
in chiave jazz, e il vibrafono di Jackson interpreta alla perfezione la parte
vocale.
In apertura del secondo cd, "Soul Brothers" - il brano che dà
il nome allintero album rende alla perfezione lo spirito che ha
ispirato questa registrazione: un vero gioco di ruoli, con Milt Jackson al pianoforte
e Ray Charles al sax alto, per un incontro davvero unico.
Le sonorità del blues trovano ampio spazio, soprattutto nei brani in
cui lorganico è ridotto al classico "trio": Ray Charles
al piano, Oscar Pettiford al basso e Connie Kay alla batteria
un esempio
su tutti "The Genius After Hours"
il basso e la batteria accompagnano
con classe il pianoforte in un blues straordinario, cinque minuti di ritmo,
spirito blue e soul.
Infine, veri e propri brani da protagonista per il vibrafono di Milt Jackson:
"Deed I Do", in cui un vero e proprio dialogo col pianoforte è
sottolineato con maestria dalla batteria di Kay, e il blues "Blue Funk",
anchesso improntato al confronto tra piano e vibrafono, e allincontro
tra Ray Charles e Milt Jackson.