Ci sono pochi artisti su cui l'appassionato vorrebbe
sospendere ogni giudizio critico, e adorare incondizionatamente
tutto. I componenti dei C.S.I.,
per chi scrive, sono tra questi. Si vorrebbe
adorare tutto. Non sempre vi si riesce.
Se Ferretti e i P.G.R. rallentano il passo, ma
affondano per palese incapacità e fastidio per
la leggerezza, Zamboni, perenne uomo ombra (ma
questo disco aiuta a capire quanto in realtà fosse
importante), rimane fedele alla poetica cruda
dei suoi scritti, e alla sua chitarra sferzante.
Si dà un obiettivo alto, enorme: cantare la sconfitta
e la sua accettazione, mostrare il dolore e accoglierlo
francescanamente come parte integrante della vita.
Un compito tutt'altro che leggero, dal quale Zamboni
esce regalando un disco meraviglioso. Rimane nell'ombra,
e affida le sue parole alle donne, da sempre molto
più consapevoli dell'uomo della portata del dolore:
Lalli lo canta con incredibile partecipazione,
scavando nella sua anima e dandola in pasto alla
musica (nelle splendide "Sorella sconfitta" e
"Dolorama" su tutte), Nada lo affronta ora con
animalesca furia ("Su di giri"), ora con angoscioso
trasporto ("Miccia prende fuoco").
Gli interventi lirici di Marina Parente sono
un esperimento straniante ma riuscito, sia che
la sua voce si intrecci a inserti elettronici
pulsanti ("Ultimo volo America"), sia che si fonda
alle chitarre e al canto di Lalli ("Schiava dell'aria").
Voci forti e forti personalità, che rimangono
sospese tra intensità e luogo comune e riescono
come per incanto a comunicarti tutto quello che
hanno dentro, a commuoverti; ricordo un solo precedente,
e non musicale, che mi abbia fatto lo stesso effetto:
"Parla con lei" di Almodovàr. Equilibri impossibili,
eppure raggiunti. Sono in pochi a riuscirci.
Dopo tanto dolore, tocca a Fiamma cantare il
turno della vita, "la neve che cancella in nero";
preghiere pagane, speranze, sorrisi, luce che
torna a splendere: accade in "Kral" (memore degli
Üstmamò più lievi) e soprattutto nella magnifica
estasi di "Pied beauty". Non sono canzoni per
tutti i giorni, queste: c'è, pur nella loro imperfezione,
una profondità realmente rara, preziosa; hanno
un suono denso, di quelli che sanno dipingere
un mondo solo con un piccolo tratto; hanno tutto
quello per cui, da ragazzino, mi sono innamorato
di questa musica. Sono grato a chi ha saputo ricordarmi
tutto questo.
collegamenti su MusiKàl!
CCCP - la Kalporzgrafia
C.S.I. - la Kalporzgrafia
P.G.R. - Per Grazia Ricevuta
P.G.R. - Intervista
Giorgio Canali - Concerto
al Calamita (RE)
Lalli - Concerto
al Calamita (Cavriago - RE)
Lalli - Intervista
Nada - L'amore
è fortissimo e il corpo no
Fiamma - Concerto
al Calamita (RE)
Fiamma - Intervista
Ustmamò - Tutto
bene