Un
disco coraggioso. Il gruppo di Modesto, California,
era piuttosto atteso dopo lo splendido esordio "Under
The Western Freeway", un lavoro che ricordava Pavement,
Flaming Lips e la migliore musica americana dell'ultimo
decennio. I Grandaddy rispondono a queste aspettative
con un disco allo stesso tempo bello e imperfetto,
tentando nuove strade come nel brano d'apertura
"He's Simple, He's Dumb, He's The Pilot" che nasce
come tastiere e voce per poi crescere fino a ricordare
gli ultimi Flaming Lips oppure in "Miner At The
Dial-A-View", una splendida e amara ballata spezzata
da una voce automatica.
Qui come in tutto il disco, ciò che colpisce è lo
sguardo malinconico al mondo moderno e tecnologico,
a ciò che si è perduto e si sta perdendo, ai racconti
di delusione e solitudine narrati dalla voce fragile
di Jason Lytle.
Si segue questa linea di nostalgia che percorre
ogni singolo episodio del disco, dalla leggerezza
di "Hewlett Daughter" e "Cristal Lake", alla desolazione
di "Jed The Humanoid" e "Jed's Other Poem", e si
resta affascinati dal senso di disorientamento che
comunicano. Questo è il prezioso dono dei Grandaddy.
5
agosto 2000
Track
list:
> He's Simple, He's Dumb, He's The Pilot
> Hewlett's Daughter
> Jed The Humanoid
> The Crystal Lake
> Chartsengrafs
> Under The Weeping Willow
> Broken Household Appliance National Forest
> Jed's Other Poem
> E. Knievel Interlude
> Miner At The Dial-A-View
> So You'll Aim Towards The Sky
I
commenti
esclusoilcane 28 novembre 2001
è
spettacolare,finalmente..quasi meglio diRinoGaetano
Khya 6 aprile 2001
E'
un disco che mi rende triste e mi riesce a far pensare
in qualsiasi istante della giornata...è meraviglioso!