" Solaris" è un album sorprendente,
bellissimo e avvolgente; tanto per mettere da
subito le cose in chiaro.
I Votiva Lux sono un quartetto emiliano, composto
da Andrea Ghidini (chitarre, e-bow, feedback,
programmazione), Giulio Sangirardi (chitarre,
e-bow, feedback e "voci dallo spazio"),
Gabriele Bufalini (bassi, piano elettrico, effetti,
programmazione) e Stefano Grassi (batterie).
Definire in due parole la musica dei Votiva Lux
è impresa non da poco: diciamo che ad un
primo ascolto può apparire come il fortunato
incontro fra il rock spaziale degli Hawkwind di
"In Search of Space", il muro di feedback
teso a nascondere la natura di un pop etereo dei
My Bloody Valentine, le ossessive pause acustiche
dei Tortoise, il flusso di coscienza psichedelico
dei Pink Floyd
di "Atom Heart
Mother" e le narcolettiche sfuriate elettriche
tipiche della new wave.
Il brano di apertura, "Ffair" esemplifica
perfettamente questa fusione di intenti: su un
dolce arpeggio si aggiungono suoni, feedback,
la batteria segue un tempo da marcetta, e come
strumento aggiunto si sente la profonda voce di
Brychan Llyr che narra versi in gallese. Sarà
l'unico brano non prettamente strumentale (peculiarità
che accomuna la band a molti esponenti del nuovo
rock internazionale, dai già citati Tortoise
ai Dirty Three fino ai lavori d'esordio dei Trans
Am).
Splendido l'incedere spaziale della stralunata
"Il villaggio degli Uomini Fungo", aperto
dal suono del Moog Rogue suonato da Andrea Mussi
e accompagnato anche dal vibrafono di Roberto
Celi e dalle percussioni di Mimmo Mellace, danza
suadente e ottenebrante.
Pacificante l'attacco acustico di "Inisheer"
che forma una trilogia insieme alla tesa "Inishmore"
(attacco ossessivo di un arpeggio di chitarra,
tappeto sonoro dato da una slide guitar, fino
all'attacco angosciante della sezione ritmica),
e a "Inishmaan" (basata su un solo arpeggio
pianistico a cui si aggrappa prima la batteria
e poi un muro di feedback).
Di nuovo il Moog Rogue in "Gasteropod-1"
ad anticipare feedback, basso, chitarra, batteria,
fino all'esplosione della trascinante e rabbiosa
parte centrale del brano, destinato ad interrompersi
di netto e a sfumare in una serie di effetti spaziali
e riverberi. Meraviglioso pop-rock psichedelico
in "Rommel", nuovamente musica in bilico
fra pace acustica e rabbia elettrica in "Atlantic".
Un album da ascoltare, quello dei Votiva Lux
(e questo sembrano voler puntualizzare i membri
della band evitando di mettere loro foto all'interno
del booklet a favore delle foto attinenti alla
musica), un raggio di luce inaspettato e sorprendente
in questo uggioso ottobre romano.
collegamenti su MusiKàl!
Votiva Lux - Concerto
al Calamita (RE)
Votiva Lux - Concerto
all'Estragon (BO)
Tortoise - Standards
Pink Floyd - la
Kalporgrafia