Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Altroconsumo

SOAP & SKIN + MARLENE KUNTZ + THE PRESENT
Concerto al Teatro Carignano (Torino) (8 novembre 2009)
segnala questa recensione 
di Simone Dotto scrivi un'email

Spiegazione per i non-indigeni: chiamasi “surfin’ torino” il fenomeno sociale che sta accompagnando il passaggio della capitale sabauda da città prevalentemente industriale a centro dalla forte offerta turistico-terziaria. Come ben ricorderà chi ha conosciuto la Milano da Bere, non c’è verso di far transitare i fondi per questo tipo di iniziative senza accollarsi, oltre agli sbafoni di turno, anche un’insopportabile aria mondana che riveste di fighettitudine qualsiasi evento dal contenuto solo vagamente culturale. Così succede di ritrovarsi in coda dietro alcune centinaia di persone soltanto perché il concerto che si cerca di andare a vedere incrocia la serata conclusiva di Artissima, rassegna d’arte contemporanea, con il gran finale del dance-festival “Club to Club” - che per la “ggente giusta” è come dire carta moschicida.

La location peraltro è il da poco restaurato teatro Carignano, probabilmente fra i posti meno “cìovani” che sia possibile trovare in città: il primo a misurarsi con la sua straniante cornice barocca è il duo dei The Present, capitanato da Rusty Santos e completato dalla sola Mina, tastierista di chiare origini orientali (o “troppo china”, secondo la definizione cool della ragazza che mi siede davanti). Tra le altre, Santos ha curato anche le produzioni degli Animal Collective, fatto che spiegherebbe perché l’esibizione della sua band sembra vendicare uno per uno i nomi degli oscuri compositori ambient che Panda Bear usa elencare quando interrogato sulle sue maggiori influenze. Fischiettii, fruscii, scroscii, sfarfallamenti e altro materiale da new age naturalista passano sotto la pressa di una sfrenata attitudine post-punk, per un set affascinante ma decisamente troppo breve.

Ben più prolungata, invece, la presenza sul palco di Marlene Kuntz, che al contesto elettronico-sperimentale oppongono un live semiacustico un tantino fuori posto. Si tratta comunque di una selezioni di brani più o meno recenti, arrangiati in versione “S-low” e spesso impreziositi dal violino della new entry Davide Arneodo. I picchi emotivi si esauriscono fra la malinconia unplugged di “Canto” e una versione bella incazzata di “Fantasmi”, per poi ritornare con una sempre gradita “Sonica”, ripescata per la chiusura. Il tutto diluito in quarantacinque minuti di uno spettacolo che, proprio per la sua natura prolungata, non riesce a sostenere sempre la stessa intensità. Al suo termine, vista l’ora tarda, molti degli avventori penseranno bene di svignarsela senza aspettare colei che, nel bene e nel male, dimostrerà di meritare in pieno tutta l’attenzione che si deve all’headliner di una serata.

Questa Soap and Skin è una ben strana creatura: una ragazzetta timida (“supershy”, sempre per la spettatrice qui davanti) all’ombra di un enorme pianoforte a coda che sembra doversela sbranare da un momento all’altro. Sfoggia il look e l’acconciatura di una teen-ager darkettona in fissa con “Twilight” e ha i nervi fragili di una studentessa di conservatorio alle prese con il suo primo saggio: se non fosse stato per il pubblico - che la prende in simpatia e le applaude persino i “fuck you” che sibila contro il mondo - si sarebbe rischiato seriamente di mandare tutto all’aria per un banale inconveniente con i microfoni.
L’iniziale apprensione per le sorti della performance e per l’altrettanto precario stato di salute nervosa dell’interprete cede il passo ad una tensione che si fa più profonda man mano che le ballate per computer e pianoforte da “Lovetune for Vacuum” si succedono. Venuta a capo dei problemi tecnici e tirata finalmente fuori la voce, la giovane austriaca vuole condividere con noi il lato oscuro dei suoi diciannove anni: ora è lei che ha l’aria di volersi mangiare il pianoforte, mentre le luci (e il buio) di scena le calzano addosso come un guanto scuro, cambiando di colore secondo l’umore dei brani. Il tetro siparietto di “Marche Funebre” e le pose da aspirante suicida muovono da un’estetica eccessiva e un po’ ingenua, ma riescono sempre a trascenderla, con la forza di una disperazione che non si trova né negli studenti d’accademia né, tantomeno, nelle saghe di vampiri per quattordicenni. Se tanta intensità non basta ancora a far piazza pulita di tutti i poseur del circondario, avrà perlomeno contribuito a mandargli un paio di aperitivi per traverso.



collegamenti su MusiKàl!
Animal Collective - Merriweather Post Pavilion
Animal Collective - Strawberry Jam
Animal Collective - Feels
Animal Collective - Intervista (19-7-2004)
Animal Collective - Sung Tongs
Animal Collective - Here Comes The Indian
Panda Bear - Person Pitch
Marlene Kuntz - la Kalporzgrafia
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum

 



2 dicembre 2009




I commenti
 


aggiungi il tuo commento!
torna su

adv
Il Pan del Diavolo
Sabato 13 marzo al Calamita di Cavriago (RE)


»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
Samuel Katarro - Off (Modena)
Kasabian - Estragon (Bologna)
Air - Estragon (Bologna)
AA.VV. - Creamfields 2009
Art Brut + Kid Harpoon - Circolo degli Artisti (Roma)

»
NOVITA'
le ultime recensioni

Thee Silver Mt. Zion – Kollaps Tradixionales

Owen Pallett - Heartland
Eimog - Scenario

Charlotte Gainsbourg - IRM

Peter Gabriel - Scratch My Back


»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala


Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook | MySpace | Twitter