Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

LYDIA LUNCH
Smoke In The Shadows (Breakin' Beats, 2004)
segnala questa recensione 
di Raffaele Meale scrivi un'email

Lydia Lunch è stata, e forse sarà sempre, il simbolo di un’epoca in cui New York fu culla dominante della cultura, divisa tra gli esperimenti visivi di Richard Kern e la disillusione di Jim Jarmusch, tra le Waves (New o No che fossero) musicali e gli ultimi rigurgiti di poesia Beat. La Lunch rappresentava una figura fumosa, ombra di qualsiasi luce possibile. E il fatto che ora torni, a cinque anni da “Matrikamantra”, proprio con un “Smoke in the Shadows” esplicita da subito il punto nodale della questione: Lydia Lunch in questi cinque anni, così come nei venti anni precedenti, non è cambiata di una virgola.

Continua a far aggirare la sua voce tra accenni di tenebra, sprazzi di New Orleans sepolti e imputriditi, qualche sporcizia figlia della New Wave, carcasse che una volta furono epica noir. Il mondo di Lydia Lunch è la decadenza, sotto qualsiasi forma riusciate a immaginarvela: quando in “I Love How You…” la sua voce combatte una guerra della disillusione con il sax mentre il basso si fa largo in sottofondo sembra realmente che il tempo non sia mai esistito. Lydia Lunch è la memoria storica degli anni ’80 – tutti i suoi colleghi in un modo o nell’altro, in meglio o in peggio, sono evoluti, lei no – ma è anni ’80 come può esserlo “Brivido caldo” di Lawrence Kasdan, noir post-noir. E’ una anni ’80 che aspira ad essere anni ’40 e che, quando di colpo si accorge di essere arrivata fino al 2000, cerca appigli vacui nella contemporaneità – la logorrea quasi hip hop di “Touch My Evil” – senza riuscire di fatto a trovarli.

La ricordavo compartecipe di un brano nel bel “Downworks” dei Minox e allora come ora mi rendo conto della classe indiscutibile di questa icona del rock (?) al femminile. Ma quando la classe resta da sola, costretta a combattere con un’ispirazione vaga e ben poco stimolante – l’album tra l’altro è inutilmente tirato per le lunghe -, allora non resta che accettare la sconfitta. Di quell’epoca che fu forse è veramente rimasto solo un po’ di fumo nell’ombra…

collegamenti su MusiKàl!
Minox - Downworks



29 maggio 2005


Track list:

1. Hangover Hotel
2. Smoke in the Shadows
3. Johnny Behind the Deuce
4. I Love How You…
5. Touch My Evil
6. Lost World
7. Sway
8. Gone City
9. Blame
10. Pass Like Night
11. Portrait of the Minus Man
12. Trick Bab
13. Hot Trip



I commenti
 


aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter