SMASHING PUMPKINS - Greatest Hits (2 CD, Virgin Records, 2001)
di Raffaele Meale
E cala definitivamente il sipario sugli Smashing
Pumpkins, forse la rock band che negli anni '90
ha raggiunto più facilmente le masse (insieme
ai Nirvana). Lo scioglimento, preteso dal dispotico
leader Billy Corgan, viene sancito da un album
doppio, suddiviso in due parti ben distinte: il
primo cd, intitolato "Rotten Apples"
è un semplice greatest hits, raccolta dei
brani più celebri della storia del gruppo;
il secondo, "Judas O", è invece
una collezione di b-sides con alcune rarità
aggiunte.
Tutto sembra quindi presupporre un delizioso piatto
da gustare con calma. Il greatest hits percorre
cronologicamente la storia della band, formatasi
a Chicago nel 1990 con una line-up particolare:
Billy Corgan, paffuto ragazzetto della middle-class
cresciuto col mito dei Pixies,
alla chitarra e all'esile voce (che imita quella
di Black Francis), James Iha, nippo-americano
silenzioso alla chitarra solista e D'Arcy, bionda
ragazza dai lineamenti esteuropei al basso. A
condire il tutto la batteria elettronica (che
verrà sostituita dal secondo album dalla
batteria di Jimmy Chamberlain). Rapidamente il
gruppo passa dall'anonimato e dai piccoli club
alle grandi platee internazionali.
E rapidamente si susseguono i brani sul cd, da
"Siva" alle eccezionali "Cherub
Rock", "Today" e "Disarm",
perle estratte dal secondo album, "Siamese
Dream" che anticipa l'immaginifico e
celeberrimo "Mellon Collie". Viene presentata
anche "Eye", canzone scritta per la
colonna sonora di "Strade perdute" di
David Lynch (i Pixies suonavano dal vivo "In
Heaven", tratta dal film d'esordio di Lynch,
"Ereserhead"...strana coincidenza).
Con "Ava Adore" e "Perfect"
viene superato di slancio il periodo di Adore,
che segnò le prime crepe all'interno del
gruppo. Crepe evidenziate con l'abbandono di D'Arcy
subito prima della pubblicazione di "Machina.
The Machines of God". La sostituzione con
l'ex bassista delle Hole servirà solo a
permettere una trionfale tournée finale.
Poi il nulla...o meglio, il cd 2, raccolta di
brani semisconosciuti o addirittura inediti, non
tutti riusciti (ovviamente) non tutti ispirati,
ma che presentano, soprattutto negli episodi più
trattenuti ("My mistake", "Sparrow",
che presenta strane sonorità quasi "alla
Radiohead")
una band intelligente e con un leader forse più
fragile di quanto si fosse mai supposto, un bambino
mai troppo cresciuto che, avendo avuto in mano
il gioco troppo a lungo ha finito per romperlo,
pronto però a sostituirlo con un altro
(Corgan ha già formato una nuova band,
gli Zwan). I brani alla fine scorrono via facilmente,
non sorprendendo più di tanto (le sonorità
finiscono per ripetersi, come già nell'ultimo
album in studio) e mostrando, più che la
vena di rock distorto, una vena pop da alta classifica.
Un addio che rispetta i canoni, senza permettersi
slanci eccessivi ma senza deludere più
di tanto. Lasciandomi consapevole della verità
non palesata: gli Smashing Pumpkins erano morti
dopo "Adore". L'agonia è durata
troppo.
Recensioni collegate
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Pixies - la Kalporzgrafia
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28 ottobre 2001
