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SMASHING PUMPKINS
Concerto al Columbiahalle (Berlino) (6 giugno 2007)
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di Filippo Floridia scrivi un'email

Sono in molti a sospettare che Billy Corgan avesse riportato in auge un nome così importante del rock anni ’90 per motivi finanziari dopo le deludenti prove con gli Zwan (2003) e il disco solista (2005), e l’assenza di due quarti della band (il chitarrista James e le bassiste D’Arcy o Melissa) ha fatto temere il peggio a tutti i puristi cresciuti all’epoca d’oro dell’alternative made in USA.

Precisiamo perciò fin dall’inizio che questa non è una reunion né nostalgia né arraffamento: è un nuovo inizio sotto un vecchio nome e per cancellare ogni sospetto basta essere di fronte a quel palco, a quelle luci, a quel suono. Tutto ciò che Corgan trattiene da anni deflagra all’improvviso alla Columbiahalle di Berlino: il suono della chitarra, la profondità della voce coniugata alle sue inimitabili urla strozzate, l’invasione del Pumpkins sound più puro, grazie anche al batterista Chamberlin, vero e proprio sostegno sonoro di tutto lo spettacolo, e agli ottimi turnisti (Jeff Schroeder alla chitarra, Ginger Reyes al basso, Lisa Harriton alle tastiere). Ci sono chiaramente quasi tutti i classici (“Tonight tonight”, “Today”, “Bullett with butterfly wings”, “Thirty-three”, “Disarm”, “Zero”, “Cherub rock”, “1979”, “Stand inside your love”), ripresi nelle loro versioni originali, cui questa esecuzione, con l’aiuto di un light design degno di un laser show, dona un nuovo vigore. Inutile spiegare l’emozione di celebrare dal vivo la leggenda di queste canzoni. Eppure a spingermi così lontano sono stati i titoli di “Zeitgeist”, album in uscita a luglio.

Certo, avevo già sentito le registrazioni dei concerti delle due settimane precedenti, la prima impressione è stata buona, ma per capire se effettivamente i nuovi brani funzionassero avevo bisogno della prova live. E la conferma c’è stata: Corgan ha ritrovato una qualità di scrittura che guarda al passato, in particolare “Siamese Dream”, “Mellon Collie” e “Machina”, senza rinunciare alle sfumature maturate dalle esperienze post-Pumpkins. Il concerto si apre con “United States”, un corposo hard-rock lungo 10 minuti, dalla struttura in continua evoluzione, in cui un “revolution blues” si staglia su un panorama apocalittico: tra tutte le novità è sicuramente quella più coinvolgente, ha il sapore di un’epica dalla crudezza inedita ed essenziale. C’è spazio per ballate dal retrogusto new wave come “Bleeding the orchid” e “Neverlost”, non mancano orecchiabilissimi inni come “That’s the way” e “Starz”, nel set acustico viene proposta “For God and Country”, gradevole ballad alla Djali Zwan. Uno dei momenti più esaltanti paradossalmente non è quello dedicato alle hits passate ma al nuovo singolo “Tarantula”, forse una delle power-pop songs migliori partorite dalla pelata del leader, quantomeno negli ultimi anni.

La band regala anche qualche “rarità”: la dolcissima “Home”, “Glass and the ghost children” rivista alla luce della psichedelia blues con un ospite d’eccezione, Uli Jon Roth ex-Scorpions, “Silverfuck” combinata con “The End” (The Doors), perle acustiche quali “Rocket”, “Winterlong” e “To Sheila”, “Annie-dog” seguita dall’energico trittico “Drown” (vera sorpresa del concerto), “Hummer” e “Lucky 13”. Dopo due ore e mezza di concerto e dopo aver tirato fuori dal cilindro altre due gemme come “Untitled” (mai suonata dal vivo prima di questo tour) e “Muzzle”, il gruppo ha la forza di uscire per un secondo encore durante il quale viene eseguita “Gossamer”, b-side di “Zeitgeist”, prog-rock di mezz’ora fatto di scale blues, virtuosismi di Uli Jon Roth, possenti riffoni chitarristici, liriche stranianti, urla deliranti. Il tutto si conclude con Billy che urla al cielo sopra Berlino “this is the end of the show” e un pubblico folgorato.

Inspiegabile la gioia di vedere il proprio artista preferito tornare ad alti livelli da olimpo del rock, con l’energia, la sincerità dei migliori anni ’90 e la maturità dei suoi 40 anni. Se per fare tutto ciò ha bisogno del nome “Smashing Pumpkins”, allora “long live the Smashing Pumpkins”.

SETLIST:

PRIMO SET
01 Intro - Suspiria
02 United States
03 Bleeding the Orchid
04 Neverlost
05 Stand Inside Your Love
06 Today
07 Bullet with Butterfly Wings
08 Home
09 Silverfuck + The End (The Doors)
10 Glass and the Ghost Children (con Uli Jon Roth)

SET ACUSTICO
11 For God and Country
12 Thirty-three
13 Rocket
14 Winterlong
16 To Sheila

SECONDO SET
17 Piano intro/Tonight, Tonight
18 Tarantula
19 Starz
20 Zero
21 Annie-Dog
22 Drown
23 Hummer
24 Lucky 13
25 That's the Way (My Love Is)
26 1979
27 Disarm
28 Untitled

PRIMO ENCORE
29 Cherub Rock
30 Muzzle

SECONDO ENCORE
31 Gossamer (con Uli Jon Roth)

collegamenti su MusiKàl!
Smashing Pumpkins - Earphoria
Smashing Pumpkins - Greatest Hits
Smashing Pumpkins - Siamese Dream

 



3 luglio 2007




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