Sono in molti a sospettare che Billy Corgan avesse
riportato in auge un nome così importante
del rock anni ’90 per motivi finanziari
dopo le deludenti prove con gli Zwan (2003) e
il disco solista (2005), e l’assenza di
due quarti della band (il chitarrista James e
le bassiste D’Arcy o Melissa) ha fatto temere
il peggio a tutti i puristi cresciuti all’epoca
d’oro dell’alternative made in USA.
Precisiamo perciò fin dall’inizio
che questa non è una reunion né
nostalgia né arraffamento: è un
nuovo inizio sotto un vecchio nome e per cancellare
ogni sospetto basta essere di fronte a quel palco,
a quelle luci, a quel suono. Tutto ciò
che Corgan trattiene da anni deflagra all’improvviso
alla Columbiahalle di Berlino: il suono della
chitarra, la profondità della voce coniugata
alle sue inimitabili urla strozzate, l’invasione
del Pumpkins sound più puro, grazie anche
al batterista Chamberlin, vero e proprio sostegno
sonoro di tutto lo spettacolo, e agli ottimi turnisti
(Jeff Schroeder alla chitarra, Ginger Reyes al
basso, Lisa Harriton alle tastiere). Ci sono chiaramente
quasi tutti i classici (“Tonight tonight”,
“Today”, “Bullett with butterfly
wings”, “Thirty-three”, “Disarm”,
“Zero”, “Cherub rock”,
“1979”, “Stand inside your love”),
ripresi nelle loro versioni originali, cui questa
esecuzione, con l’aiuto di un light design
degno di un laser show, dona un nuovo vigore.
Inutile spiegare l’emozione di celebrare
dal vivo la leggenda di queste canzoni. Eppure
a spingermi così lontano sono stati i titoli
di “Zeitgeist”, album in uscita a
luglio.
Certo, avevo già sentito le registrazioni
dei concerti delle due settimane precedenti, la
prima impressione è stata buona, ma per
capire se effettivamente i nuovi brani funzionassero
avevo bisogno della prova live. E la conferma
c’è stata: Corgan ha ritrovato una
qualità di scrittura che guarda al passato,
in particolare “Siamese
Dream”, “Mellon Collie”
e “Machina”, senza rinunciare alle
sfumature maturate dalle esperienze post-Pumpkins.
Il concerto si apre con “United States”,
un corposo hard-rock lungo 10 minuti, dalla struttura
in continua evoluzione, in cui un “revolution
blues” si staglia su un panorama apocalittico:
tra tutte le novità è sicuramente
quella più coinvolgente, ha il sapore di
un’epica dalla crudezza inedita ed essenziale.
C’è spazio per ballate dal retrogusto
new wave come “Bleeding the orchid”
e “Neverlost”, non mancano orecchiabilissimi
inni come “That’s the way” e
“Starz”, nel set acustico viene proposta
“For God and Country”, gradevole ballad
alla Djali Zwan. Uno dei momenti più esaltanti
paradossalmente non è quello dedicato alle
hits passate ma al nuovo singolo “Tarantula”,
forse una delle power-pop songs migliori partorite
dalla pelata del leader, quantomeno negli ultimi
anni.
La band regala anche qualche “rarità”:
la dolcissima “Home”, “Glass
and the ghost children” rivista alla luce
della psichedelia blues con un ospite d’eccezione,
Uli Jon Roth ex-Scorpions, “Silverfuck”
combinata con “The End” (The Doors),
perle acustiche quali “Rocket”, “Winterlong”
e “To Sheila”, “Annie-dog”
seguita dall’energico trittico “Drown”
(vera sorpresa del concerto), “Hummer”
e “Lucky 13”. Dopo due ore e mezza
di concerto e dopo aver tirato fuori dal cilindro
altre due gemme come “Untitled” (mai
suonata dal vivo prima di questo tour) e “Muzzle”,
il gruppo ha la forza di uscire per un secondo
encore durante il quale viene eseguita “Gossamer”,
b-side di “Zeitgeist”, prog-rock di
mezz’ora fatto di scale blues, virtuosismi
di Uli Jon Roth, possenti riffoni chitarristici,
liriche stranianti, urla deliranti. Il tutto si
conclude con Billy che urla al cielo sopra Berlino
“this is the end of the show”
e un pubblico folgorato.
Inspiegabile la gioia di vedere il proprio artista
preferito tornare ad alti livelli da olimpo del
rock, con l’energia, la sincerità
dei migliori anni ’90 e la maturità
dei suoi 40 anni. Se per fare tutto ciò
ha bisogno del nome “Smashing Pumpkins”,
allora “long live the Smashing Pumpkins”.
SETLIST:
PRIMO SET
01 Intro - Suspiria
02 United States
03 Bleeding the Orchid
04 Neverlost
05 Stand Inside Your Love
06 Today
07 Bullet with Butterfly Wings
08 Home
09 Silverfuck + The End (The Doors)
10 Glass and the Ghost Children (con Uli Jon Roth)
SET ACUSTICO
11 For God and Country
12 Thirty-three
13 Rocket
14 Winterlong
16 To Sheila
SECONDO SET
17 Piano intro/Tonight, Tonight
18 Tarantula
19 Starz
20 Zero
21 Annie-Dog
22 Drown
23 Hummer
24 Lucky 13
25 That's the Way (My Love Is)
26 1979
27 Disarm
28 Untitled
PRIMO ENCORE
29 Cherub Rock
30 Muzzle
SECONDO ENCORE
31 Gossamer (con Uli Jon Roth)
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