'Skiantos,
il gruppo che vanta il maggior numero di imitazioni:
tutte perfettamente riuscite'. La frase autoironica
di Roberto 'Freak' Antoni unisce in sé l'orgoglio
della propria storia e la smitizzazione della stessa.
Gli Skiantos sono poi gli unici in Italia a poter
dire di avere creato un genere musicale: il rock
demenziale Per chi non lo sapesse Elio e le Storie
Tese sono un po' anche loro figli. Piaccia o non
piaccia la loro musica, o anche il genere in sé,
questa è la realtà.
È inutile parlare di fenomeno macchiettistico
privo di interesse. Almeno una volta nella vita
gli Skiantos vanno visti. Stiamo parlando di una
delle formazioni storiche del rock nostrano, che
trova nelle esibizioni dal vivo il luogo privilegiato
per esprimere al meglio le sue caratteristiche:
vale a dire la vena demenziale arrabbiata, ironica
o anche delicata; la vena rockettara, essenziale,
piena di riff oltre che di basso e batteria adeguatamente
potenti (e pesanti). Per di più nell'occasione
di cui parliamo mancava il quinto uomo, Luca 'Tornado'
Testoni, la seconda chitarra: regnava l'essenzialità
più assoluta. Valore aggiunto dello show
è il teatrino di Freak, condito di punzecchiature
e insulti reciproci con i fans. In direzione della
platea cartelli tipo: "Fate cagare",
"Entusiasmo", "Applausi spontanei";
verso il palco lancio di contumelie varie e di
oggetti, tutti accolti dal cantante con assoluta
imperturbabilità: comprese due o tre bottiglie
di plastica che gli hanno praticamente rasato
le basette. Il culmine, nel commosso elogio che
Antoni tributa al fedele pubblico. Pronunciata
l'ultima parola l'uomo si gira lentamente di schiena,
mostrando sulla t-shirt la scritta: "Siete
superflui".
Una serata di puro rock, dove sono stati proposti
molti dei grandi successi: "Io ti amo da
matti (sesso & karnazza)", "Pene
d'amore", "Ehi, ehi, ma che piedi che
c'hai", "Eptadone", "Io sono
uno skianto", "Mi piaccion le sbarbine"...
In occasione di "Ehi, ehi
" Freak
si è piazzato senza troppo disonore alla
batteria mentre Granito ha cantato l'impegnativo
e filosofico testo. Purtroppo tutto il concerto
ha risentito di una amplificazione inadeguata,
un difetto endemico dei tendoni festivalieri.
Gli Skiantos o piacciono molto, o sennò
danno il voltastomaco? A questa domanda rispondiamo:
no. Noi, che non andiamo matti per la musica 'skiantologica',
ci siamo divertiti. Un merito che in questo caso
non consiste certamente nel conclusivo accostamento
delle quattro nere magliette a scritte posteriori
bianche: "SIETE/PUBBLICO/DI/MERDA".