Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

SIMON JOYNER & THE FALLEN MEN
Skeleton Blues (Jagjaguwar / Wide, 2006)
segnala questa recensione 
di Raffaele Meale scrivi un'email

Che il destino del 2006 musicale sia quello di essere ricordato come l’anno di Simon Joyner?
Prima la sempre più meritevole Jagjaguwar licenzia l’ottima compilation “Beautiful Losers”, dove uno accanto all’altro è possibile ascoltare alcuni dei migliori istanti della carriera di questo cantautore del Nebraska, quindi il nostro torna alla carica e accompagnato da uno sparuto gruppo di musicisti – sei, per la cronaca più spietata – manda alle stampe questo “Skeleton Blues”.

Mai titolo fu più appropriato, c’è da rimarcarlo: dopotutto Joyner è uno che nel low-fi è stato svezzato, e non ha alcun timore a svuotare di orpelli inutili la sua musica. La sua voce così dannatamente americana si agita tra malinconie mai troppo selvagge (ah, dimenticavo: il blues di cui sopra è da intendere proprio nella sua accezione etimologica), lunghe digressioni vocali che neanche il Dylan dei bei tempi, contrappunti sonori di un mondo desolato e desolante, mai troppo pacificante.

Saranno pure passati gli anni – quindici, più o meno, dagli esordi – ma Joyner è ancora un bellissimo perdente, uno che non ha mai perso fiducia in se stesso ma non ne ha neanche una briciola da lanciare al mondo di sparvieri che lo circonda e sovrasta. Non a caso si è chiuso, insieme al suo manipolo di fedeli, in una stazione in disuso nel bel mezzo del nulla del Nebraska, per comporre queste sette perle di cantautorato intimista, che hanno il retrogusto ora di Nick Cave, ora (spesso) di Dylan, ma che non sono poi così dissimili da altre traiettorie contemporanee come quelle tracciate da Smog aka Bill Callahan. Le sue liriche sono organizzate intorno ai piccoli, squallidi avvenimenti della vita di tutti i giorni, eppure di quando in quando si scoprono universali, eterni, quasi immateriali. Un po’ come la musica che accarezza il gelo di Omaha e dei nostri cuori per poi irrompere improvvisa come quella batteria dolce che spezza a metà “The Only Living Boy in Omaha”. Già, il solo ragazzo vivo in Omaha: ha le idee chiare, Joyner, e non ha più voglia di nascondersi dietro il proverbiale dito. Cosicché le urla in maniera bislacca al mondo – riportando alla mente, tanto per continuare nel gioco degli accostamenti, anche il sempre adorabile Daniel Johnston – per renderlo partecipe dei suoi sentimenti.

Non sarà il non plus ultra dell’originalità questo “Skeleton Blues”, ma tra le pieghe dei brani che ne compongono l’ossatura è possibile scorgere, neanche troppo nascosta, la verità di chi l’ha composto. E non è cosa da tutti i giorni questa. Anzi...

collegamenti su MusiKàl!
Nick Cave - le recensioni
Bob Dylan -
la Kalporzgrafia
Smog -
A River Ain't Too Much To Love
Daniel Johnston
- Lost And Found
Daniel Johnston - Fear Yourself



17 gennaio 2007


Track list:

1. Open Window Blues
2. You don’t Know Me
3. Answer Night
4. Medicine Blues
5. The Only Living Boy in Omaha
6. Epilogue in D
7. My Side of Blues



I commenti
 

aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter