Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

LIARS
Sisterworld (Mute, 2010)
segnala questa recensione 
di Piero Merola scrivi un'email

Parlando di una band entrata ormai nel suo secondo decennio di vita, non dovrebbe esserci più bisogno di alcuna presentazione. Il fatto che “Sisterworld” sia uscito in edizione deluxe con un secondo cd contenente le undici tracce riviste da gente del calibro di Thom Yorke, Alan Vega (Suicide), Carter Tutti (Throbbing Gristle), Tunde Adepimpe (Tv On The Radio), Bradford Cox (Deerhunter) o addirittura i Melvins, non è un caso. I Liars sono una delle band contemporanee più significative.

Il trio newyorkese, dopo aver messo il sigillo sul panorama musicale del nuovo secolo con “They Were Wrong, So We Drowned” e soprattutto col capolavoro “Drum’s Not Dead”, sembrava aver dato una svolta alla sua ineffabile traiettoria. L’album omonimo, pur avendo messo in luce l’ottima vena compositiva (o cantautorale, come aveva azzardato Angus Andrew) e la loro abilità nello scrivere canzoni in quanto tali, era privo di quel fascino concettuale e dell’omogeneità tipica dei precedenti lavori.

Al bivio del quinto attesissimo “Sisterworld” i tre sembrano essere scivolati nuovamente nel tunnel della loro compiaciuta claustrofobia senza sentire il bisogno di tornare a Berlino, la città ispiratrice del loro capolavoro di cui sopra. Quanto tutto ciò sia frutto di un rigetto del frivolo plasticume di Los Angeles, dove l’album è stato partorito, piuttosto che dell’atmosfera decadente di Praga, dove sono state registrati gli inserti orchestrali di brani quali “Here Comes All The People”, è difficile decifrarlo. Ciò che è evidente è la prevalenza di panorami tetri e spettrali. Ritorno al passato? Non esattamente. Una fiera evoluzione, semmai, citando il titolo (“Proud Evolution”) del brano rivisitato non a caso dalla voce dei Radiohead e che meglio rappresenta le sonorità-ponte dal kraut alla no-wave dei “die Brücke” della scena americana.

Brooklyn per una volta non c’entra. O comunque c’entra poco. Il viscerale espressionismo dei Liars si riaggancia piuttosto alla tradizione kraut mitteleuropea adeguandola al presente e oltre. Come solo i più famosi eredi dei Can, i Radiohead. Cui i Liars, sganciatisi definitivamente dagli esordi electro-funk, sono ormai accomunabili. In entrambi una libertà espressiva per certi aspetti anti-accademica finisce per avere esiti da art-rock superiori al rock più accademico (“No Barrier Fun”). Li distingue certamente l’approccio, più composto e oxfordiano nei primi, più irrazionale e a tratti primitivo nei secondi. Certo, in alcuni brani, come nell’etereo alternarsi di ballad e tribalismi di “Drum’s Not Dead”, riecheggiano nenie molto Thom Yorke (“I Still Can See An Outside World”, “Goodnight Everything”). Ma il timbro mannaro di Andrew è inconfondibile, le sferzate da nipoti isterici dei primi Sonic Youth fanno la differenza quanto la novità di latenti sprazzi orchestrali. Si pensi all’introduttiva “Scissor”, gotico requiem per organo che scivola nello stesso inferno tra Germs e no-wave della citata “I Still See An Outside World”. I fantasmi di Throbbing Gristle, This Heat e P.I.L. non sono mai sopiti (“Drop Dead”). A differenza delle stregonerie del secondo album, quali “We Fenced Other Gardens with the Bones of Our Own" o il classico “Broken Witch”, i tre quadrano meglio il cerchio a livello compositivo anche nelle fasi più violente (i post-punk senza compromessi di “The Overachievers” e “Scarecrows On A Killer Slant”). I brani dicono tutto e subito in tre-quattro minuti, senza dilungarsi. Caratteristica già emersa nel precedente album. Con il pregio, però, di scorrere meglio in un continuum metafisico tra chiaroscuri e tinte kirchneriane che dà compattezza concettuale al lavoro. Impossibili da skippare, gli undici brani seguono un lungo filo narrativo, quasi drammatico in senso autentico, dalla prima all’ultima traccia.

Il dipinto conclusivo, l’onirica “Too Much, Too Much” suona come i Velvet Underground suonerebbero nel Terzo Millennio. E ci si chiede, al brusco risveglio dal viaggio sinestetico di “Sisterworld”, cosa sarebbe dei Liars se ci fosse dietro un Andy Warhol o qualcuno di simile.

 

collegamenti su MusiKàl!
Liars - Concerto all'Hiroshima Mon Amour (Torino)
Liars - Concerto all'Estragon (Bologna)
Liars - Liars
Liars - Drum's Not Dead
Liars - They Were Wrong, So We Drowned
Thom Yorke - The Eraser
Radiohead - la Kalporzgrafia
Alan Vega (Suicide) - Suicide
Throbbing Gristle - Part II. The Endless Not
Tv On The Radio - Dear Science
Tv On The Radio - Return To Cookie Mountain
Tv On The Radio - Desperate Youth, Blood Thirsty Babes
Sonic Youth - la Kalporzgrafia
Germs - GI
Velvet Underground - White Light/White Heat
Velvet Underground - The Velvet Underground & Nico

 



26 aprile 2010


Track list:

CD 1
1.Scissor
2.No Barrier Fun
3.Here Comes All The People
4.Drip
5.Scarecrows On A Killer Slant
6.I Still Can See An Outside World
7.Proud Evolution
8.Drop Dead
9.The Overachievers
10.Goodnight Everything
11.Too Much, Too Much

CD2
1.Scissor - By Pink Dollaz, Lance Whitaker & Transformation Surprise
2.No Barrier Fun - By Duetonal (Alan Vega / Suicide)
3.Here Comes All The People - By Atlas Sound (Bradford Cox)
4.Drip - By Kazu Makino (Blonde Redhead)
5.Scarecrows On A Killer Slant - By Tunde Adebimpe (TV On The Radio)
6.I Still Can See An Outside World - By Boyd Rice (NON)
7.Proud Evolution - Thom Yorke 500qd Remix
8.Drop Dead - By Fol Chen
9.The Overachievers - By Devendra Banhart & The Grogs
10.Goodnight Everything - By Melvins
11.Too Much, Too Much - By Carter Tutti (Throbbing Gristle)



I commenti
   
aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter