Alla faccia dei progetti da un-singolo-e-stop!
L'Araba Fenice del terzo millennio risorge dalle
proprie ceneri e piazza un colpo già proiettato
verso la vetta delle classifiche dance. I sempreverdi
Pagano & Mazzavillani ci hanno accompagnato
lungo tutti gli anni '90 con il glorioso marchio
Datura, più volte bruciati ma sempre riemersi,
cavalcando le tendenze e resistendo a qualsiasi
usura.
Dopo l'indefinibile esordio di "Nu Style"
(1991), hanno saputo creare un suono nuovo ed
accattivante, contraddistinto da riferimenti esotici
ed esoterici, capace di rendere accessibile prima
la techno (da "Yerba Del Diablo" ad
"Angeli Domini", passando per "Eternity")
e poi l'house-underground ("Voo-Doo Believe?",
"The Sign", "I Love To Dance",
"I Will Pray"). In un momento in cui
la dance commerciale segna il passo, recuperando
suoni e stili del recente passato, i Datura legittimamente
mostrano che la classe è rimasta intatta
e che possono a pieno titolo pretendere di riconquistare
la leadership perduta, riprendendo un discorso
rimasto interrotto qualche anno fa.
"Will Be One", pur risultando perfettamente
in linea con l'attuale trend delle produzioni
nostrane, può tranquillamente considerasi
l'ideale continuazione di quanto i Datura hanno
già sperimentato in progetti quali la cover
di "Fade To Grey" dei Visage ovvero
la collaborazione con gli U.S.U.R.A. in "Infinity".
Il brano è idealmente suddiviso in due
parti: un lungo intro solo-cassa, ornato da un
motivetto minimale e dalla mitica voce della "sciura"
(vero nome, pare, Amparo Fidalgo) che recita la
filastrocca "todo.. en todos.. cada ombre..
todos los hombres.. "; una pausa eterea trance-style
di cesura, con la voce di Annalisa proiettata
in una dimensione celestiale, ci porta al cospetto
del riff strumentale, semplice ma molto efficace,
ampio e celebrativo come un inno, prima senza
base e poi supportato dalla ritmica fino alla
fine.
Nell'extended la struttura sopra descritta viene
replicata due volte. La "alternative"
(si fa per dire
) amputa il contributo dell'intro
parlato, mentre la strumentale presenta una lunga
apertura solo effetti, con ingresso ritardato
del beat.