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Universe Of Love (12", Steel J&Q, 2002)
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recensione di Ivan Gamberini scrivi un'email


Progetto all made in Italy già discretamente noto agli addetti ai lavori con i precedenti "Get Up", "Carico" ed "Acid Music".

Ben quattro autori (Giuditta, Maggio, Brigida e Ferrari), un produttore (Roby Achilli) e due musicisti di lungo corso (Fanelli e Castrezzati) a curare l'arrangiamento di un brano che lascerà ben poche tracce nella storia della musica ma che si evidenzia per l'adozione e l'ardito assemblaggio di due diversi ed altrettanto celebri campioni secondo i tipici canoni della dance commerciale.

Anzi, la vera particolarità sta nell'utilizzo del sample di un altro sample! L'intro di "Universe Of Love" è infatti costruito sui vocalizzi di Annie Lennox in "There Must Be An Angel" degli Eurythmics ma nell'elaborazione già conosciuta all'inizio degli anni '90 in "What Can You Do For Me" degli Utah Saints.

Il tema principale è invece tratto dalla conosciutissima "Forbidden Colours", magistrale creatura di David Sylvian & Ryuichi Sakamoto già utilizzata in numerosi spot pubblicitari grazie alla purezza ed alla forza evocativa delle armonie orientali. A dire il vero qui il giro di tastiera è leggermente modificato in funzione del bpm veloce, aggiungendovi qualche nota in modo da evitare qualsiasi soluzione di continuità al motivo portante.

La "Steel mix" fatta in casa propone il pezzo in un arrangiamento più hard, alla Brooklyn Bounce, con cassa pesante doppiata dal basso synth in levare.

Niente di particolare sotto la puntina, ma questo dischetto potrebbe trovare i suoi estimatori, tanto tra i cuori nostalgici attratti dal feeling delle celebri citazioni quanto tra gli amanti della trance "contaminata", a cui l'ispirata melodia ed i suoni carichi occhieggiano in maniera ammiccante.



2 aprile 2002


Track list:

A1 - extended mix
A2 - radio edit
B1 - Steel mix



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