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TIMO MAAS
To Get Down (12", Perfecto, 2002)
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recensione di Ivan Gamberini scrivi un'email


Maas attacks! Un nome su cui potremmo scommettere ad occhi chiusi, una carriera in fulminea ascesa, un'altra divinità della consolle che si appresta ad entrare trionfalmente nell'olimpo delle pop star. Le sue serate sono in grado di spostare intere brigate di fedelissimi fans ed i suoi DJ set offrono il meglio di tutte le potenziali contaminazioni della musica elettronica. In odore di santità sin dal fantastico remix di Azzido Da Bass "Dooms Night" (acclamato come il club-hit dell'anno 2000), Timo ha imposto la propria arte sul mercato discografico anche per tutto il 2001 con altri splendidi lavori quali, tra gli altri, le rielaborazioni su "Star 69" di Fatboy Slim e su "Young, Fresh 'n' New" di Kelis.

Primo estratto dall'album "Loud", il singolo in questione, attualmente ancora disponibile solo in vinile import, non fa che confermare la freschezza della vena creativa del personaggio e la sua voglia di uscire dai canoni stereotipati delle attuali tendenze dance. "To Get Down" rappresenta un esempio di perfetta sintesi tra rock ed elettronica: una bassline intima, penetrante ma discreta conduce un pezzo a velocità ridotta (112 bpm!) ma potente e ballabile come pochi, grazie a solide ed autentiche chitarre (che suonano molto simili a quelle di "Mysterious Ways" degli U2) e ad un testo minimale e ruffiano che sa un po' di filastrocca in rima ma comunque orecchiabile ed incisivo. Un'operazione non del tutto originale, che ci ricorda predecessori quali ad es. "Bodyrock" di Moby, ma a mio parere decisamente più riuscita ed innovativa.

La versione del ragazzo grasso-magro ci apre il cuore: big beat is still alive! Senza stravolgere il pezzo, Norman Cook crea un intro in crescendo con percussioni e chitarre anni '60, tra folk e Beatles. Il beat è un po' sporco, meno impetuoso di quello dell'originale, ma gli inserti ed il break con sovrapposizioni vocali ci riportano ad un Fatboy Slim in piena forma, quello dei ripescaggi d'epoca, dei patchwork impossibili, del "Soul Surfing" e di "Rockafeller Skank".

La dub di Timo è la classica traccia deep, dalle atmosfere metalliche ed underground, capace di miscelare in modo omogeneo echi di chitarre elettriche e citazioni dall'elettronica anni '80 (il synth pare ereditato da "Night Moves" di Rickster…).

Per chi dispone di un budget limitato consiglierei l'acquisto dell'album… A scatola chiusa!



18 marzo 2002


Track list:

A1 - original version
A2 - Fatboy Slim mix
B1 - (ROCK THING) Timo's dub mix
B2 - (ROCK THING) Fatboy Slim instrumental



I commenti
 
alberto 15 marzo 2002
Il disco è fantastico e non dimenticherei anche di ricordare altri remix favolosi di Timo Maas: Sunburn dei Muse e Special K dei Placebo. E' comunque uscito anche il cd-singolo in Italia (io l'ho acquistato due settimane fa a Reggio Emilia) che contiene i seguenti pezzi: To get down (radio edit), to get down (Fatboy slim remix), to get down (Rock thing) Timo dub mix, To get down (penso la album version) e to get down video

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