Maas attacks! Un nome su cui potremmo scommettere
ad occhi chiusi, una carriera in fulminea ascesa,
un'altra divinità della consolle che si
appresta ad entrare trionfalmente nell'olimpo
delle pop star. Le sue serate sono in grado di
spostare intere brigate di fedelissimi fans ed
i suoi DJ set offrono il meglio di tutte le potenziali
contaminazioni della musica elettronica. In odore
di santità sin dal fantastico remix di
Azzido Da Bass "Dooms Night" (acclamato
come il club-hit dell'anno 2000), Timo ha imposto
la propria arte sul mercato discografico anche
per tutto il 2001 con altri splendidi lavori quali,
tra gli altri, le rielaborazioni su "Star
69" di Fatboy Slim e su "Young,
Fresh 'n' New" di Kelis.
Primo estratto dall'album "Loud", il
singolo in questione, attualmente ancora disponibile
solo in vinile import, non fa che confermare la
freschezza della vena creativa del personaggio
e la sua voglia di uscire dai canoni stereotipati
delle attuali tendenze dance. "To Get Down"
rappresenta un esempio di perfetta sintesi tra
rock ed elettronica: una bassline intima, penetrante
ma discreta conduce un pezzo a velocità
ridotta (112 bpm!) ma potente e ballabile come
pochi, grazie a solide ed autentiche chitarre
(che suonano molto simili a quelle di "Mysterious
Ways" degli U2) e ad un testo minimale e
ruffiano che sa un po' di filastrocca in rima
ma comunque orecchiabile ed incisivo. Un'operazione
non del tutto originale, che ci ricorda predecessori
quali ad es. "Bodyrock" di Moby, ma
a mio parere decisamente più riuscita ed
innovativa.
La versione del ragazzo grasso-magro ci apre
il cuore: big beat is still alive! Senza stravolgere
il pezzo, Norman Cook crea un intro in crescendo
con percussioni e chitarre anni '60, tra folk
e Beatles. Il beat è un po' sporco, meno
impetuoso di quello dell'originale, ma gli inserti
ed il break con sovrapposizioni vocali ci riportano
ad un Fatboy Slim in piena forma, quello dei ripescaggi
d'epoca, dei patchwork impossibili, del "Soul
Surfing" e di "Rockafeller Skank".
La dub di Timo è la classica traccia deep,
dalle atmosfere metalliche ed underground, capace
di miscelare in modo omogeneo echi di chitarre
elettriche e citazioni dall'elettronica anni '80
(il synth pare ereditato da "Night Moves"
di Rickster
).
Per chi dispone di un budget limitato consiglierei
l'acquisto dell'album
A scatola chiusa!