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ASTROBOYS
The Night (12", Loud Bit/Time, 2002)
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recensione di Ivan Gamberini scrivi un'email


Progetto tutto italiano firmato da Mario MBS e Giampiero Ponte, con la produzione esecutiva di nientepopodimenoche Mr. Stefano Noferini, DJ e musicista di consolidata fama tra gli addetti ai lavori ma soprattutto venerato dai cultori dell'avanguardia elettronica.

Detto ciò, da semplice profano ammetto che su questo disco, una volta letta l'etichetta, non ci avrei puntato due centesimi di euro… Invece mi sono sorprendentemente e felicemente ricreduto: ciò che la mia consunta puntina trasmette alle stanche e provate casse è una vera bomba!

Tratto da uno sconosciuto originale di non-so-quanto-tempo-fa ("Walk The Night" degli Skatt Brothers), i geniali Astroboys non fanno altro che rinforzarne la parte ritmica introducendo un incisivo beat con il rullante doppiato ed un fill-in ogni 8 battute, nonchè aggiungendo una bassline continua "alla Steve Silk Hurley" (o, volendo, ancora più simile a quella di "Take Me Up" di Ralphi Rosario). Tutto il resto rimane praticamente identico, dalla facile ma suggestiva melodia (ideale soundtrack per scene epiche da sbarco lunare) interamente affidata alle chitarre elettriche fino alla parte vocale, alternata tra un'inquietante voce solista distorta ed i cori grintosi del ritornello, accompagnati da un inciso un po' ruffiano che ricorda i loop vocali di "Night Moves" di Rickster.

La dub presenta una ritmica "meno solida", con drum solo cassa e clapping appena accennato in alcuni punti, basso ordinario e poco percepibile, pause vuote di riposo ed effetti di ordinanza (tagli, filtri e distorsioni): il pezzo comunque rimane tale e quale nella sua struttura.

Mi ero chiesto come mai, dopo il successo mondiale di Par-T-One, non fossero fiorite le immancabili imitazioni e/o variazioni su un tema (rock + house) che spesso ha funzionato e che sovente ha trovato spazio in circuiti "alternativi" che non fossero quelli riservati alla solita, trita ed ipersfruttata dance commerciale. In "The Night" ho rivisto il nipote di "I'm So Crazy", nel felice connubio tra schitarrate e cassa a 130 bpm, tra suoni "duri" e cubiste, tra energia pura ed estetica levigata.
Che dire… Spero abbia un seguito!



9 aprile 2002


Track list:

A1 - original
B1 - radio edit
B2 - Scandal Dada dub version



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