Progetto tutto italiano firmato da Mario MBS
e Giampiero Ponte, con la produzione esecutiva
di nientepopodimenoche Mr. Stefano Noferini, DJ
e musicista di consolidata fama tra gli addetti
ai lavori ma soprattutto venerato dai cultori
dell'avanguardia elettronica.
Detto ciò, da semplice profano ammetto
che su questo disco, una volta letta l'etichetta,
non ci avrei puntato due centesimi di euro
Invece mi sono sorprendentemente e felicemente
ricreduto: ciò che la mia consunta puntina
trasmette alle stanche e provate casse è
una vera bomba!
Tratto da uno sconosciuto originale di non-so-quanto-tempo-fa
("Walk The Night" degli Skatt Brothers),
i geniali Astroboys non fanno altro che rinforzarne
la parte ritmica introducendo un incisivo beat
con il rullante doppiato ed un fill-in ogni 8
battute, nonchè aggiungendo una bassline
continua "alla Steve Silk Hurley" (o,
volendo, ancora più simile a quella di
"Take Me Up" di Ralphi Rosario). Tutto
il resto rimane praticamente identico, dalla facile
ma suggestiva melodia (ideale soundtrack per scene
epiche da sbarco lunare) interamente affidata
alle chitarre elettriche fino alla parte vocale,
alternata tra un'inquietante voce solista distorta
ed i cori grintosi del ritornello, accompagnati
da un inciso un po' ruffiano che ricorda i loop
vocali di "Night Moves" di Rickster.
La dub presenta una ritmica "meno solida",
con drum solo cassa e clapping appena accennato
in alcuni punti, basso ordinario e poco percepibile,
pause vuote di riposo ed effetti di ordinanza
(tagli, filtri e distorsioni): il pezzo comunque
rimane tale e quale nella sua struttura.
Mi ero chiesto come mai, dopo il successo mondiale
di Par-T-One, non fossero fiorite le immancabili
imitazioni e/o variazioni su un tema (rock + house)
che spesso ha funzionato e che sovente ha trovato
spazio in circuiti "alternativi" che
non fossero quelli riservati alla solita, trita
ed ipersfruttata dance commerciale. In "The
Night" ho rivisto il nipote di "I'm
So Crazy", nel felice connubio tra schitarrate
e cassa a 130 bpm, tra suoni "duri"
e cubiste, tra energia pura ed estetica levigata.
Che dire
Spero abbia un seguito!