Ennesimo e probabilmente ultimo estratto da quella
che rimane l'ultima fatica di Fatboy, vale a dire
il controverso "Halfway
Between The Gutter And The Stars". Da
due anni in qua gli scaffali delle novità
hanno sempre contenuto almeno un 12" firmato
dal ragazzo-grasso-magro: da "Sunset (Bird
Of Prey)" rinnovata da Leftfield al doppio
"Star 69",
dalle infinite versioni di "Song For Shelter"
fino a questo vinile che una volta si sarebbe
classificato come double-A-side.
Da una parte troviamo la restaurazione della
traccia più spiazzante dell'album: il rhythm
& blues autentico di "Talkin 'Bout My
Baby" che apriva e chiudeva "Halfway
"
ed il cui vocal è stato campionato da "Macon
Hambone Blues" durante una live session del
gruppo 70s Wet Willie.
L'idea del remixer Damian Harris, compagno della
scuderia Skint, è tanto semplice quanto
efficace: aggiungere una struttura ritmica adeguata
alla traccia originale, in modo da poter proporre
on-the-dancefloor un pezzo atipico nel carisma
e nelle citazioni in esso contenute. Per questo
l'opera di post-produzione si mantiene opportunamente
discreta: solo dopo qualche minuto comincia a
fare capolino una nuova linea percussiva, gradualmente
sostituita poi da un beat "classico"
doppiato dal basso limpido e da una sottile sottolineatura
di synth. Il consueto break centrale per drum,
voce ed effetto live anticipa la ripresa ampia
e solare, in cui troneggia l'oramai celebre giro
di piano con aggiunta di cori e giochi di filtri.
Sull'altro lato godiamo una rivisitazione "happy"
di "Drop The Hate", brano che nella
sua veste dell'epoca non era stato capace di brillare
di luce propria. Dopo un intro sostenuto ad uso
miscelazione, irrompe il sample vocale che dà
il nome al pezzo, tratto da un inarrivabile "Answer
To Watergate" by The Reverend W. Leo Daniels
(!). Ciò che segue potrebbe diventare la
colonna sonora del prossimo episodio dei Blues
Brothers: la voce ispirata del predicatore infiamma
la folla dei fedeli in un atmosfera di eccitazione
collettiva, nella quale, tra pause e ripartenze,
si passa dal gospel ad un vero e proprio "soul
party". Accantonati gli accostamenti elettronici
dell'originale, il sound che si respira in questa
nuova versione è gradevolmente simile al
big beat ascoltato in alcuni promo import UK della
Southern Fried (e che Norman Cook continua a proporre
nei suoi celebri set).