Strano lo sviluppo di questo progetto curato
da Gianni Bini & Paolo Martini, vale a dire
la coppia di produttori italiani più in
vista sulla scena dance internazionale: dopo l'esordio
luminoso di "Makes Me Love You" del
1999, Eclipse si è di fatto
eclissato
(!) fino a riapparire d'improvviso la scorsa estate
con il bellissimo e fortunato "The
Music". A breve distanza, ecco ora il
terzo episodio, già ampiamente celebrato
dagli addetti ai lavori e felicemente approdato
pure nelle "heavy rotation" dei network
radiofonici (nonché incluso nella scaletta
personale di Mr. Pete Tong a BBC Radio 1).
In effetti pare proprio che la premiata ditta
abbia deciso di riservare ad Eclipse una connotazione
prevalentemente pop, sfogando in esso le proprie
velleità "da classifica" (non
per niente con il loro nome hanno appena firmato
il più sofisticato "Say Yes"
feat. Su Su Bobien): e cosa c'è di più
facile ed immediato di una cover per soddisfare
questo desiderio tanto legittimo quanto redditizio?
La scelta è caduta su un brano già
piuttosto famoso, "6 Underground" degli
inglesi Sneaker Pimps, datato 1997 ma diventato
celebre circa 3 anni fa come soundtrack di un
riuscito spot pubblicitario.
L'adattamento su ritmica veloce dell'originale
downbeat trip-hop è assolutamente pulito,
fedele e lineare, tanto nell'interpretazione vocale,
affidata nuovamente a Miss Deanna Della Cioppa,
quanto nella melodia principale, supportata da
una bassline discreta e lievemente ricalcata dalle
tastiere. Piuttosto prevedibile la "Club",
ornata di alcuni loop vocali tagliati e filtrati;
appena più personalizzata la "Old
Skool", con beat "sporcato" dal
piatto, percussioni addizionali (echeggianti il
mitico drum di Jaydee in "Plastic Dreams"),
un'elementare linea di synth sovrapposta ed un
suono lievemente più "grattato".
"Six" altro non è che la riproposizione
di tutto quanto non è firmato Sneaker Pimps
(ovvero: di tutto quanto è farina del sacco
di Bini e Martini), vale a dire il groove strumentale
della versione "Old Skool".
Vale il discorso già ampiamente fatto per
i remake in generale: li si può apprezzare
quando riescono a dare un contributo realmente
creativo al prototipo, mantenendone intatti fascino
ed anima. A mio parere questo è poco più
di un esercizio di stile, ben realizzato ma decisamente
avaro di carisma.